L’ordinanza ministeriale sulla mobilità del personale docente, ATA ed educativo per l’anno scolastico 2026/2027 è stata pubblicata. Da ieri, 23 marzo, al 13 aprile 2026 anche il personale ATA interessato potrà presentare domanda di mobilità per l’a.s. 2026/2027. Quali novità ci sono sulla mobilità, docenti e ATA? A rispondere, nel corso della diretta della Tecnica risponde live del 24 marzo, il segretario nazionale della Cisl Scuola Attilio Varengo:
“Siamo nel pieno delle operazioni di mobilità perché abbiamo il personale docente che sta presentando le proprie domande di mobilità. Sappiamo che il termine è stabilito nel corso della prossima settimana, a ridosso dell’inizio delle vacanze di Pasqua. Abbiamo il personale docente di religione cattolica che nel frattempo sta presentando le domande e abbiamo anche il personale ATA. Lo diciamo perché sovente, i colleghi assistenti amministrativi, collaboratori scolastici ci chiedono per quale motivo sostanzialmente, in occasione del contratto che, ricordiamo è stato siglato in via definitiva quest’anno, ma ha ripreso sostanzialmente al netto di alcune modifiche dovute ai controlli sulle deroghe, riprende il testo dell’ipotesi siglata già l’anno scorso.
Ecco perché il personale ATA non ha avuto, per quello che riguarda in particolar modo il servizio, lo stesso trattamento riservato al personale docente. Sappiamo che il personale docente, per quanto riguarda il riconoscimento del servizio preruolo, è stato oggetto di una progressiva equiparazione nella valutazione, nella valorizzazione del punteggio del preruolo in modo da equipararlo al punteggio di ruolo, andando ad eliminare quella differenziazione per la quale più volte comunque in altri ambiti il contenzioso, la Corte di Giustizia Europea ha condannato la Repubblica.
Al personale ATA non è che non si sia voluto sostanzialmente riconoscere lo stesso trattamento, anzi c’è una dichiarazione congiunta di tutte le organizzazioni e dell’amministrazione, quindi una dichiarazione effettivamente congiunta organizzazioni-amministrazione che in occasione del prossimo contratto anche il personale ATA vedrà equiparato il servizio di preruolo al servizio di ruolo.
Quale difficoltà a riconoscerlo? Beh, il personale ATA sa che a fronte di una valutazione degli anni del servizio per quello che riguarda il personale docente che è tutto quanto incentrato sul singolo anno, quindi per un docente o l’anno vale o l’anno non vale, a seconda che siano maturate determinate condizioni, per esempio, che si sia prestato servizio per almeno 180 giorni oppure che il servizio stesso è stato prestato ininterrottamente dal primo di febbraio al termine delle lezioni, compreso gli scrutini.
Il personale ATA invece ha una valutazione e una valorizzazione del servizio per mesi. Quindi capisci come l’intervenire con fretta sulle tabelle del personale ATA avrebbe potuto produrre qualche problema. Perché si andava, per esempio, a calcolare le frazioni. Perché è evidente che se noi abbiamo detto che per il personale docente ogni anno di preruolo, al posto dei tre canonici punti, veniva riconosciuto quattro per l’anno scorso, riconosciuto cinque per quest’anno fino ad ottenere la piena equiparazione in occasione del prossimo anno. Lo stesso criterio applicato progressivamente per il personale ATA avrebbe potuto dar luogo ad una serie di frazioni nel calcolo del punteggio di servizio che ne era tutt’altro che agevole da gestire. Si è preferito demandare al prossimo contratto, non perché lì sarà più semplice gestire le frazioni, semplicemente perché in quell’occasione si andranno ad individuare magari dei criteri che rendano più agevole questo sì la valutazione del singolo anno scolastico.
Quindi nessuna discriminazione, nessuna mancanza di attenzione, proprio il contrario. Si è voluto operare nei confronti del personale ATA che ha una complessità nella gestione maggiore rispetto che quella caratteristica dei docenti, si è voluto prendere un attimo di tempo di più. Ecco, ci tenevo a precisarlo anche per gli amici e le amiche colleghi ATA. Potete stare tranquilli, nessuna organizzazione sindacale non ha voluto tenere in conto le precise istanze del personale ATA, semplicemente proprio perché non si voleva fare un copia incolla, lasciando perdere tutte le specificità del personale, si è fatto un ragionamento più complessivo, rinviando al prossimo al prossimo anno in occasione della stipula del futuro contratto la gestione appunto di queste caratteristiche”.