Mobilità dei dirigenti scolastici, è emergenza? A dare l’allarme, con preoccupazione per la stabilità la qualità del sistema scolastico, il Gruppo Operativo del Comitato Dirigenti Scolastici Fuori Regione, che ha pubblicato il Libro Bianco sull’Emergenza Mobilità dei Dirigenti Scolastici – Edizione 2026, elaborato a partire da fonti ufficiali ministeriali e analisi statistiche indipendenti.
Il fenomeno dell'”esilio” dei Dirigenti Scolastici, collocati lontano dalla propria terra, non riguarda solo la sfera personale dei presidi, ma ha ricadute dirette sulla continuità didattica, sulla gestione amministrativa e sulla progettualità delle scuole in cui i docenti operano quotidianamente.
La direzione dell’esilio
L’analisi dei dati evidenzia un movimento quasi esclusivamente unidirezionale: dal Sud e dalle Isole verso il Centro e il Nord. Ecco alcuni dati.
- Oltre il 70% dei flussi riguarda spostamenti da Sud/Isole verso il Centro-Nord.
- Regioni critiche: la Campania è la regione con il maggior esodo (77,19% dei suoi DS vincitori del concorso 2017 è fuori regione), seguita da Lazio, Sicilia e Puglia.
- Per i docenti: questo significa che molte scuole del Nord e del Centro sono guidate da dirigenti che, legittimamente, aspirano a rientrare nelle proprie regioni d’origine, alimentando un turnover elevato.
Tre sole regioni (Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio) assorbono quasi la metà (45,5%) di tutti i DS fuori sede. In alcune regioni come il Molise, quasi 6 dirigenti su 10 provengono da fuori, mentre in Lombardia ed Emilia-Romagna la quota di DS “esterni” supera il 35%.
Nelle regioni riceventi, la comunità scolastica si trova a collaborare con figure che potrebbero non avere una prospettiva di permanenza a lungo termine, rendendo più complesso il consolidamento di visioni educative durature.
Il costo nascosto
Questo punto è fondamentale per la categoria dei docenti. L’esilio forzato dei DS mina la stabilità del sistema scolastico.
- Impatti diretti: minore radicamento nelle comunità locali, interruzione dei rapporti con gli enti territoriali e difficoltà nel portare avanti progetti di rete.
- Costi personali: un DS fuori sede affronta spese medie di circa 12.000 euro annui, un carico economico che può influire indirettamente sulla serenità gestionale.
- Per i docenti: la mancanza di continuità amministrativa si traduce spesso in un cambio frequente di direttive e priorità ogni volta che un dirigente riesce a ottenere il trasferimento, destabilizzando il lavoro del collegio docenti.
La “Tempesta Perfetta”: il blocco strutturale
Si è creata una sovrapposizione di fattori che impedisce il rientro dei DS.
- Concorsi multipli: la sovrapposizione tra i vincitori del 2011, 2017 e il nuovo concorso riservato del 2023.
- Dimensionamento scolastico: il taglio delle sedi autonome riduce fisicamente i posti disponibili per i rientri.
- Blocco del turnover: l’innalzamento dell’età pensionabile rallenta la liberazione di nuovi posti.
La situazione è destinata a peggiorare drasticamente nell’anno scolastico 2027/2028.
- Il picco: in quell’anno scadrà il vincolo triennale per i vincitori del concorso riservato 2023 (che ha un tasso di esilio altissimo, pari al 75,5%), i quali si sommeranno a quelli del 2017 e del 2011 ancora in attesa.
- I numeri: complessivamente, sono 1.259 i dirigenti che prestano servizio fuori regione e che premeranno per tornare nelle medesime aree (Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, Lazio e Abruzzo).
Le proposte
Il Libro Bianco non si limita alla denuncia, ma propone soluzioni per uscire dalla crisi e garantire stabilità alle scuole:
- Mobilità al 100%: rendere strutturale la disponibilità di tutti i posti vacanti per i trasferimenti.
- Criterio di anzianità: dare priorità a chi è fuori sede da più anni (il “turnover del sacrificio”) rispetto ai neoassunti.
- Assegnazione provvisoria: consentire ai DS di prestare servizio su “sedi nominali” (scuole i cui titolari sono in distacco o comando) nella propria regione di residenza, evitando che queste vadano a reggenza.
- DS Mentors: creare un organico aggiuntivo di dirigenti per coprire le reggenze e supportare i neoassunti, permettendo contemporaneamente il rientro temporaneo dei DS in esilio.