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Prima Ora | notizie del 29 giugno

29.06.2026

Mobilità dirigenti scolastici, numeri e analisi dell’esodo di migliaia di ds: quelli campani i più colpiti. Il Lazio destinazione più frequente

Il “Libro bianco sull’emergenza mobilità dei dirigenti scolastici” si occupa del fenomeno migratorio e del pendolarismo di 1259 dirigenti scolastici attualmente in “esilio”. L’obiettivo è fornire i numeri reali del fenomeno della mobilità interregionale generato dal concorso ordinario per Dirigenti Scolastici del 2017. Una elaborazione analitica condotta sulle titolarità ufficiali pubblicate dal portale Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito, incrociate con la regione di partecipazione al concorso per ciascuno dei 3.067 Dirigenti Scolastici tuttora in servizio.

Nel testo si usano due termini:

“esilio” (amministrativo, professionale, forzato) per indicare il collocamento subito a partire dal 2019, non scelto, semmai accettato, conseguenza diretta della saturazione regionale;

• “mobilità interregionale di rientro” o “diritto al ritorno” per indicare la richiesta, di rientrare nella regione di residenza, distinta concettualmente e giuridicamente dall’atto subito all’origine.

I numeri

Un fenomeno che colpisce un dirigente su quattro di quelli usciti dal concorso 2017. Sono 767 su 3.067 i dirigenti scolastici in esilio amministrativo. Il fenomeno non è distribuito in modo uniforme sul territorio nazionale, ma colpisce in modo sproporzionato tre regioni — Campania, Molise e Basilicata — dove più di 6 vincitori su 10 sono stati collocati fuori dalla propria regione di residenza, a fronte di tassi fisiologici, sotto il 10%, nelle regioni del Nord-Est e nelle isole maggiori (Sardegna, Friuli Venezia Giulia).

Il concorso ordinario 2017 non ha prodotto semplicemente una mobilità geografica dei vincitori, ma un vero effetto domino territoriale. La carenza di posti disponibili nelle regioni a più alta partecipazione concorsuale ha determinato l’assegnazione di numerosi dirigenti in altre regioni; tali assegnazioni hanno a loro volta ridotto gli spazi disponibili per i candidati delle regioni riceventi, contribuendo a generare ulteriori spostamenti.

Il caso del Lazio

Il caso più emblematico è quello del Lazio. La regione non rappresenta soltanto una delle principali destinazioni dei Dirigenti Scolastici provenienti dalle aree a maggiore saturazione concorsuale, ma svolge da anni una funzione di riequilibrio degli squilibri territoriali generati dal sistema di reclutamento nazionale. Nell’ambito del concorso ordinario 2017 il Lazio è risultato la principale destinazione dei dirigenti provenienti dalla Campania (79 unità), la cui graduatoria — riaperta da una lunga coda di contenzioso giurisdizionale — è stata esaurita soltanto nell’ultimo anno, mantenendo per oltre un decennio la saturazione dell’organico campano. La Regione Lazio è stata dunque la prima destinazione dei DS campani in esilio (79 DS, pari al 29,8% dell’intero flusso campano) e la seconda regione “esportatrice” in assoluto, con 134 DS laziali essi stessi costretti fuori regione (37,9% del totale dei DS di concorso laziale). Il Lazio ha assunto il ruolo di principale regione di collocamento e avvicinamento per una parte rilevante dei dirigenti scolastici provenienti dal Sud Italia.

Le nomine in ruolo da concorso 2017 si distribuiscono su cinque annualità, dal 2019 al 2023. Quasi la metà dell’intero fenomeno (49,6%) si concentra nella prima coorte, il 2019, quando l’insufficienza di posti disponibili nelle regioni del Mezzogiorno era massima.

La graduatoria per consistenza numerica dei dirigenti fuori regione evidenzia infatti una forte concentrazione territoriale: Campania (264), Lazio (134), Sicilia (111), Puglia, Calabria e Abruzzo rappresentano il nucleo principale della domanda di mobilità interregionale, mentre le altre regioni contribuiscono con valori significativamente inferiori.

L’analisi dei flussi per macro-area conferma che l’esilio è un fenomeno quasi esclusivamente unidirezionale, dal Sud e dalle Isole verso il Centro e il Nord del Paese (33.9%). L’esodo principale avviene dalla Campania al Lazio (29.8%), dalla Campania alla Lombardia e dalla Sicilia alla Lombardia.

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