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Aggiornato il 06.09.2025
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Mostra del Cinema di Venezia, premiati i corti degli studenti contro la violenza sulle donne. Valditara: “Più scuola, non meno”

Si è tenuta oggi, nell’ambito dell’82ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la cerimonia di premiazione del concorso nazionale “Da uno sguardo: film di studentesse e studenti sulla violenza contro le donne”, giunto alla sua seconda edizione.

L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità e dal Ministero della Cultura, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani su un tema di drammatica attualità e favorire, attraverso il linguaggio del cinema, una riflessione collettiva sul rispetto, la parità e la prevenzione della violenza di genere.

Alla cerimonia ha partecipato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenuto durante l’evento in programma in diretta streaming.

Gli elaborati premiati sono il frutto del lavoro creativo e dell’impegno di studentesse e studenti di tutta Italia, che hanno scelto di raccontare con immagini, storie e linguaggi cinematografici la loro visione sulla violenza contro le donne, trasformando il cinema in uno strumento educativo e di cittadinanza attiva.

Ad aggiudicarsi il premio sono stati: l’Istituto comprensivo Valdilana – Pettinego, di Valdilana (Biella), per il cortometraggio “Chiamarlo amore non si può”; l’Istituto scolastico A. Olivieri – Scuola secondaria A. Brancati, di Pesaro, per il cortometraggio “Dalia”; l’Istituto professionale Versari Macrelli, Cesena, per il cortometraggio “Eeee… stop!”; l’Istituto tecnico Lorenzo Mossa, di Oristano, per il cortometraggio “Non essere semplice”; il Liceo statale Pascasino, di Marsala (Trapani), per il cortometraggio “Scruscio”. Le menzioni di merito sono state invece attribuite all’Istituto comprensivo Malaspina, di Massa (Massa-Carrara), per il cortometraggio “Ciò che resta”, e al Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (CPIA) E.C. Lindeman, di Bologna, per il cortometraggio “Non lasciarti spegnere”.

L’intervento del Ministro

“Il nostro fermo obiettivo è quello di combattere e sradicare la violenza contro le donne, in ogni sua forma”. Con queste parole, il Ministro dell’Istruzione ha delineato l’impegno del governo e della scuola in quella che ha definito “una grande sfida di civiltà”. Al centro dell’intervento, un pacchetto di iniziative volte a promuovere una vera e propria “rivoluzione culturale” partendo dalle aule scolastiche. Un punto d’orgoglio per il MIM è il protocollo interministeriale del 2023, che ha portato all’organizzazione di un concorso per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema. Giunto alla seconda edizione, il concorso ha visto quasi raddoppiare la partecipazione, passando da 136 a 240 scuole, a testimonianza di una “straordinaria sensibilità” dei giovani. Fondamentale è l’introduzione dell’educazione alle relazioni e al rispetto per la donna come obiettivo di apprendimento nelle linee guida sull’educazione civica. A partire da settembre 2024, questi corsi sono diventati parte integrante dei percorsi didattici. I dati raccolti mostrano un’adesione massiccia: il 95% delle scuole secondarie di secondo grado ha attivato questi percorsi, e nel 90% dei casi si è trattato di lezioni curricolari, smentendo l’ipotesi di un loro relegamento ad attività marginali. Il risultato più incoraggiante, secondo il Ministro, è che quasi il 70% dei docenti ha riscontrato “un’evoluzione positiva nei comportamenti” e un maggiore rispetto degli studenti verso le compagne.

Per sostenere questo cambiamento, è stato avviato un protocollo con INDIRE e l’Ordine degli Psicologi per la formazione specifica dei docenti e per promuovere il peer tutoring, dove gli studenti diventano protagonisti attivi nel confronto tra pari. Questi temi saranno centrali anche nei nuovi programmi scolastici per elementari e medie, con un’enfasi sull’educazione all’empatia e alla valorizzazione delle differenze. È stata introdotta anche una riforma della disciplina sulla condotta, la quale non ha una finalità meramente punitiva, ma mira a essere un’occasione di crescita, spingendo lo studente a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni attraverso “più scuola” e attività obbligatorie di cittadinanza solidale. Il Ministro ha infine citato importanti collaborazioni, come quelle con la Fondazione Giulia Cecchettin e la Fondazione OTB. Ha inoltre sottolineato l’importanza del tavolo tecnico per la prevenzione di bullismo e cyberbullismo, fenomeni spesso connessi alla violenza di genere, e la necessità di un’educazione che promuova empatia e rispetto anche nell’uso degli strumenti digitali

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