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Motivazione, sforzo, merito: programmare la propria vita

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L’ingegner Roger Abravanel, autore del volume Meritocrazia, e il dott. Mario Barbuto, Presidente del Tribunale di Torino, che ha ricevuto una menzione speciale dall’Europa, quale struttura giudiziaria più efficiente d’Italia, hanno illustrato ai giovani delle scuole romane in teoria e in pratica proprio l’utilità e la funzionalità del merito.
Roger Abravanel ha esordito con una serie di domande rivolte ai ragazzi per dimostrare come nella comune mentalità italiana il concetto di merito abbia una valenza non esaltante. E’ poi passato ad illustrare il significato di merito e di meritocrazia, ovvero “quel sistema di valori che valorizza l’eccellenza indipendentemente dalla provenienza, dove “provenienza” indica un’etnia, un partito politico, l’essere uomo o donna. Provenienza che in Italia significa soprattutto “famiglia di origine”.
Contrariamente a molti altri paesi, in Italia il sistema di valori è molto meno meritocratico. Un’assenza che ha prodotto tra l’altro una classe dirigente debolissima, il declino della nostra economia, la mancanza di pari opportunità, un sistema educativo e un libero mercato, spaventosamente carenti.
Le pari opportunità per i giovani si fermano a Roma– ha spiegato ancora Abravanel – “perché i giovani del Sud hanno scuole pessime, come dimostrano i loro test PISA (a livello di Uruguay e Thailandia, anche se nessuno lo sa, dato che i voti assegnati agli studenti dagli insegnanti sono buoni, al livello di quelli del Nord). Le pari opportunità per le migliori donne italiane non esistono, dato che il “soffitto di vetro” per le migliori italiane è il peggiore del mondo sviluppato: le donne italiane sono quelle che lavorano di meno e fanno meno figli”.
Inoltre, “la concorrenza non è un concetto amato dalla nostra società ed economia, come dimostrato da diverse ricerche. Non ha mai interessato i nostri policy makers, che preferiscono proteggere imprese e lavoratori a scapito di consumatori e cittadini. I politici si interessano al problema dell’Alitalia per proteggere gli interessi dei piloti e dei lavoratori degli aeroporti, non l’interesse di milioni di passeggeri. Ma il libero mercato non ha mai interessato davvero anche molti imprenditori italiani che, invece di far crescere la propria azienda valorizzando il talento non familiare, preferiscono tenere il controllo della governance e della leadership in famiglia: “piccolo è bello”, perché permette all’impresa di servire gli interessi della famiglia e non viceversa, come avviene nelle grandi aziende familiari globali”.
Questo ritardo, ha spiegato Abravanel, in Italia valutabile in un centinaio di anni è causato dalla “forza abnorme della famiglia che genera quel “familismo amorale” studiato dai sociologi di tutto il mondo e giustificato dalla debolezza dello Stato che non è riuscito a creare fiducia nei cittadini” In questo modo si spiega lo strapotere di associazioni come Confindustria e Confcommercio, che sono dei veri benchmark mondiali. L’azienda di famiglia si passa oggi di padre in figlio (maschio), esattamente come 150 anni fa in tutto il mondo si passava la proprietà della terra .
Nonostante il giudizio certo non positivo sul sistema Italia, Roger Abravanel si è dichiarato ottimista perché i tempi sono maturi per un cambiamento e perché i “semi del merito” stanno nascendo anche nel nostro Paese e isole italiane di eccellenza dimostrano che la meritocrazia è possibile anche da noi.
E questo lo ha dimostrato Mario Barbuto, presidente del Tribunale di Torino che ha illustrato come si possa amministrare la Giustizia con efficienza ed equità, eliminando i tempi lunghi che caratterizzano i nostri Tribunali, e assicurando così ai cittadini una Giustizia a “misura d’uomo”.
Ha coordinato l’Incontro il dottor Giovanni Anversa, che dagli schermi televisivi ci offre una delle poche testimonianze di programmazione attenta non solo ai problemi reali, ma anche agli anonimi comportamenti virtuosi dei singoli. E a questo proposito sono state particolarmente significative le testimonianze di due giovani che hanno raccontato la loro esperienza personale di affermazione, grazie all’impegno, alla determinazione e alla convinzione che si può fare sempre meglio.