In questo weekend pasquale non si è parlato altro: ci sarà presto un “lockdown energetico” con conseguente didattica a distanza nell’ultimo mese di scuola?
Come riportano fonti del Corriere, di fronte a dal Ministero era arrivato immediato un secco “non è una misura contemplata nel piano del governo”, quindi, per il momento le scuole resteranno aperte. Lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara lo ha confermato ad Adnkronos.
È in questo contesto che si è inserito l’allarme lanciato da Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief. Pacifico non ha proposto il ritorno alla didattica a distanza, ma ha sollevato uno scenario che molti preferirebbero non considerare: “Se la crisi energetica dovesse aggravarsi ulteriormente, il Governo potrebbe essere costretto a ripescare misure già usate durante il Covid come la DAD o lo smart working per il personale scolastico per tagliare i costi di riscaldamento e trasporto”. Un avvertimento, dunque, non una proposta. Il sindacato, ha precisato lo stesso Pacifico, “non auspica l’aggravarsi della crisi, ma chiede interventi strutturali a favore di famiglie e lavoratori in difficoltà per il caro carburanti e per l’inflazione”, considerando la Dad “una misura emergenziale da confinare a scenari estremi, non certo un modello da riproporre”.
“Se la guerra in Medio Oriente dovesse prolungarsi anche la scuola potrebbe essere colpita dall’attuale crisi, non possiamo ignorarlo”, ha aggiunto a Fanpage. E, in merito a possibili riunioni dei collegi docenti online: “Già questa sarebbe una misura di risparmio”.
Pacifico non suggerisce di valutare di introdurre la Dad nell’immediato, perché “la scuola dovrebbe essere l’ultima a chiudere”.
“Trovo che un eventuale ritorno alla didattica a distanza sia fuori da ogni fondamento. La situazione geopolitica internazionale è sicuramente complessa, c’è una crisi energetica importante ma non vedo connessioni con questa esigenza della Dad che andrebbe a produrre un risparmio energetico limitatissimo”, ha detto all’Adnkronos Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi Lazio.
Costarelli ha evidenziato che “tra l’altro il ritorno alla Dad sarebbe per un periodo di scuola molto breve, perché ormai manca veramente poco alla fine, circa un mese. E soprattutto è necessario tenere in considerazione i danni che ne conseguirebbero a livello didattico”.
“Trovo che sia un’idea pittoresca. La Dad al momento è fuori da ogni necessità e ritengo dal mio punto di vista, senza alcun margine di considerazione”, ha concluso.
Nel corso di una recente intervista al Corriere, il ministro Crosetto non ha usato mezzi termini. Alla domanda se esista il rischio concreto che tutto si blocchi, la risposta è stata netta: “È ciò che si teme. Non tutto ma molto”. Il riferimento è alla tenuta delle forniture energetiche, messa a rischio dall’escalation militare nel Golfo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine di una missione diplomatica nella regione, aveva già avvertito che l’Italia potrebbe non disporre di riserve energetiche sufficienti. Crosetto ha difeso quel viaggio dalle critiche dell’opposizione, definendo “infantile e ridicolo” chi lo ha giudicato inutile, e ha sottolineato come i margini di manovra siano “inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme”. Nel frattempo, il ministro ha già avviato contatti con i suoi omologhi giapponese e kuwaitiano, cercando di costruire una rete di cooperazione che consenta al Paese di non farsi trovare impreparato. Il quadro, però, resta preoccupante.