Home I lettori ci scrivono No al discredito sulla categoria dei diplomati magistrale

No al discredito sulla categoria dei diplomati magistrale

CONDIVIDI

Vorrei replicare a certi articoli che stanno circolando in rete e che gettano discredito sulla categoria diplomati magistrale. In particolare mi va di rispondere ad un articolo scritto da una “residuale GaE”. L’ articolo sia di questa (e vale anche per quello di G.A. Stella) non tiene conto di due aspetti giuridici essenziali della vicenda diplomati magistrale in GaE, ma allo stesso tempo, indirettamente, conferma la tesi dei diplomati magistrale.

Ossia:

Icotea

1) in GaE sono entrati gli Sfp v.o. che non hanno superato un concorso

2) I residuali GaE non hanno vinto il concorso ma hanno ricevuto la mera idoneità/abilitazione ora riconosciuta anche ai d.m. 

In sintesi: i residuali detrattori dei d.m.  sostanzialmente affermano che le GaE (pur se non è questa la loro intenzione) sono graduatorie per titoli. Esattamente è così: alle GaE si accede per titoli e non per concorso (altrimenti le residuali del ’99 non dovevano stare in GaE se avessero vinto il concorso, bensì nelle GM).

Tutto ciò è compatibile con l’art.97 della Costituzione.

Consiglio, Inoltre, a costoro di non ” minacciare” di rivolgersi alla Ministra per far naufragare la battaglia dei D.M. . Ciò non ha alcun senso dato che il Consiglio di Stato continua con la sua tesi, tesi contrapposta a quella del MIUR che è parte in causa dei ricorsi e non può assolutamente far pressione sul CdS, in caso contrario si verificherebbe reato.

Si aggiunga, poi, che le varie lettere di costoro potrebbero irritare i consiglieri di Stato, i quali dall’alto del loro sapere giuridico, si potrebbero sentir offesi per le bacchettate che gli vengono rivolte da chi non ha una solida preparazione giuridica. 

Un mio spassionato consiglio ai residuali: non sprecate più fiato avverso la questione diplomati magistrale, la strada è tracciata e il loro ingresso in GaE non potrà essere più impedito essendoci sentenze (provvedimenti definitivi e non soggetti più ad alcun mezzo di impugnazione e nel caso di specie nemmeno ad un mezzo di impugnazione straordinario e concesso in via del tutto eccezionale qual è la revocazione – passato in giudicato) definitive. Nel caso in cui il CDS si discostasse da ciò si verrebbe a creare una discriminazione che verrebbe subito rimediata dalla CEDU.

Mentre concentratevi sulla lotta per lo svuotamento delle GaE, per la trasformazione dell’organico di fatto in diritto, per il tempo pieno obbligatorio e per uno stop ai concorsi fino all’esaurimento delle ex Graduatorie permanenti (ora GaE). Vedrete  che ci sarà posto per tutti.

State facendo il gioco del MIUR: anziché guardare la luna state guardando il dito. Non dimenticate che il MIUR non vede di buon occhio nemmeno i residuali: vuole la laurea (anche se continua a ribadire il numero chiuso per l’accesso ad Sfp e non trova una soluzione anche per questi – l’ennesima contraddizione del governo). 

Ciò dettò un bravo insegnante non lo fa una laurea…

Circa gli Sfp: costoro sapevano e sanno che all’atto di iscrizione al loro corso di studio non era previsto l’ingresso in GaE. Dunque, questi cosa c’entrano in tutto ciò? Ossia nella questione GaE? Nulla.

Piuttosto gli Sfp concentrassero le loro energie per chiedere… anche per loro… un Fit.

Concludo: il caos è servito, e questo non per colpa dei d.m. ma semplicemente per colpa di un governo che predilige, e si vanta di averne aumentato i finanziamenti, le scuole paritarie.