Home Università e Afam “Non odiatemi, ma studiate”: parla la prof più severa d’Italia

“Non odiatemi, ma studiate”: parla la prof più severa d’Italia

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“Sono tutte invenzioni”, racconta la Lo Schiavo a il Corriere della Sera, “Gli esami sono trasparenti. E io non sono mai da sola, c’è sempre un collega, o anche due accanto a me”. E sebbene confermi di essere “un dipendente pubblico che prova a fare bene il proprio dovere”, senza risparmiarsi e senza evitarsi qualche antipatia, è fermamente convinta che la sua “non è cattiveria, ma non si può promuovere chi non conosce la nomenclatura, o un’equazione chimica. Come possono pretendere di diventare biologi marini? Preferisco essere odiata, che mandare sul mercato del lavoro gente impreparata”.
“Il 60/70 per cento si siede al pre-esame, dieci domande scritte su tutto il programma prima dell’orale, tanto per provarci. Le potrei far vedere i compiti, li conservo tutti. Roba da mettersi le mani ai capelli”.
“Una volta l’Università era un’industria culturale. Soprattutto qui al Sud, se si rinuncia a una preparazione adeguata che cosa rimane a un laureato?”.

Un professore da Padova le ha scritto: “Cara collega, ti capisco e ti invito a mantenere la linea di rigore”. E un: “Mio nipote ha finito con ottimo l’Alberghiero, non sa tritare neanche uno spicchio d’aglio, né tantomeno parlare le lingue straniere. Sono tutti fatti così, che ci vuol fare”.
Dice Lo Schiavo: “Escono dalle Superiori totalmente impreparati. All’inizio del corso mi tocca spiegare anche i concetti più elementari. Per carità, molti sono anche in gamba, ragazzi intelligenti che però non sanno studiare”.
“Non è cattiveria, ma non si può promuovere chi non conosce la nomenclatura, o un’equazione chimica. Come possono pretendere di diventare biologi marini? Come faranno a capire che cosa avviene negli oceani? Preferisco essere odiata che mandare sul mercato del lavoro gente impreparata”.
“A volte capita di ricevere qualche segnalazione. Niente di esplicito, un collega che si informa: “Come va quel ragazzo?”, in modo che tu capisca…”.
Abita poco fuori Messina, a 50 metri dal mare, circondata da un giardino curato dal marito. “Amo i libri, la musica e mi piace viaggiare. Come vedete, non sono un mostro”.

Icotea