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Aggiornato il 26.03.2026
alle 17:56

Riforma istituti tecnici 2026, Cisl Scuola: la materia “scienze sperimentali” va separata in due. L’incontro al Mim

Oggi, 26 marzo, si è svolta una riunione su individuazione classi di concorso per discipline percorsi di istruzione tecnica in relazione a nuovi quadri orari al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle ore 10:30.

Il decreto

Lo scorso 10 marzo è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 19 febbraio in materia di revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici, con la relativa definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi.

Lo scorso 17 marzo era prevista una riunione dedicata all’esame delle nuove classi di concorso, che è stata poi rinviata.

Il resoconto della Cisl Scuola

Cosa è emerso nel corso della riunione? Cisl Scuola ha presentato un resoconto, secondo cui sono stati predisposti, rispetto ai nuovi quadri orari di cui al DM 29 del febbraio scorso e alle relative classi di concorso, altrettanti prospetti che, per ciascun indirizzo, individuano le differenze in termini di quote orario tra le classi di concorso del precedente ordinamento e quelle che deriverebbero dall’applicazione della riforma.

I prospetti presentano, inoltre, le possibili soluzioni per colmare le differenze rilevate utilizzando la quota di flessibilità a disposizione di ciascuna scuola, allo scopo di evitare situazioni di soprannumero in fase di definizione dei nuovi organici.

Nella giornata di venerdì 27 marzo il Ministero avrà un incontro con tutti gli Uffici Scolastici Regionali nel corso del quale illustrerà e renderà disponibile a tutti gli Ambiti territoriali il materiale che è stato oggetto dell’incontro con i sindacati.

Resta in ogni caso da gestire una condizione di emergenza dovuta al ritardo con cui sono stati definiti gli atti applicativi, alla mancanza di informazioni all’utenza in occasione delle iscrizioni e all’assoluta urgenza di costituire gli organici del prossimo anno scolastico salvaguardando le titolarità dei docenti.

Rimangono al momento senza risposta alcune questioni poste dalla CISL Scuola all’attenzione del Ministero, tra cui la difficoltà derivante dall’unicità dell’insegnamento delle nuove scienze sperimentali“, che però verranno assegnate a più di un docente, recuperando ore dalla quota di flessibilità del curricolo. Fermo restando l’obiettivo, più volte ricordato, di non avere docenti perdenti posto, la richiesta della CISL Scuola è che si proceda – con le opportune modifiche al DM 29/2026 – a disaggregare l’insegnamento, in modo tale che sia possibile assegnare a ciascun docente una disciplina specifica.

I contenuti della riforma

La riforma – spiega il decreto – introduce un modello didattico fondato sulla metodologia per competenze, superando la frammentazione disciplinare a favore di una progettazione interdisciplinare organizzata per Unità di Apprendimento (UdA). Gli studenti saranno chiamati a gestire “compiti di realtà”, partecipando attivamente al proprio percorso formativo per sviluppare autonomia e spirito critico.

Il profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P.) viene aggiornato per includere un potenziamento delle discipline STEM, lo studio trasversale dell’educazione civica e moduli dedicati allo sviluppo sostenibile.

Uno dei pilastri dell’innovazione è la creazione dei «Patti educativi 4.0». Si tratta di accordi territoriali tra scuole, università, centri di ricerca, ITS Academy e imprese per condividere risorse professionali, laboratori e strumentazioni all’avanguardia.

Le aziende non vengono più considerate semplici ospiti, ma partner attivi che contribuiscono alla formazione attraverso esperienze laboratoriali condivise e affiancamento tutoriale per i docenti.

Per garantire una filiera formativa coerente, il decreto prevede meccanismi di continuità con l’istruzione terziaria, facilitando il passaggio verso le lauree professionalizzanti e i percorsi degli ITS.

La riforma spinge con decisione sull’internazionalizzazione. Dal terzo anno di corso, è previsto l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina di indirizzo tramite la metodologia CLIL. Gli istituti tecnici sono inoltre incoraggiati a promuovere stage all’estero, scambi internazionali e il conseguimento di certificazioni linguistiche per favorire la mobilità dei futuri lavoratori.

La riforma non dimentica poi l’apprendimento permanente. In via sperimentale, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) potranno erogare direttamente percorsi di istruzione tecnica di secondo livello, qualora l’offerta sul territorio sia insufficiente. Questa misura mira a rispondere con flessibilità alle esigenze di riqualificazione della popolazione adulta, integrandosi nelle reti territoriali già esistenti.

Il nuovo assetto ordinamentale, che comprende indirizzi che spaziano dal settore economico (es. Turismo, Marketing) a quello tecnologico (es. Meccatronica, Informatica, Sistema Moda), diventerà operativo per le classi prime a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

Nel sito del Ministero tutti i quadri orari e i profili dei singoli indirizzi

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