Sta proseguendo la “rivoluzione” impostata dal MIM su una serie di nodi della didattica che coinvolgono non solo le attività delle scuole, ma la loro indipendenza rispetto alla programmazione, alla valutazione ed alla contestualizzazione della loro offerta formativa con interrogativi legati alla libertà di insegnamento, alla autonomia delle istituzioni, alla loro necessità di rispondere ad un certo contesto in base alle risorse, al “clima” di scuola ed alla propria storia.
Si discute sempre di differenza fra “linee guida” come quelle che entrano a settembre in vigore nelle classi prime di primarie e secondarie di primo grado e nella materna e che prevedono anche interventi sulla Ed. civica, che spettano al MIM attraverso la definizione dei traguardi di competenze e di “curricoli” che spettano alle scuole, nella loro autonomia e collegialità.
Come si discute della confusione sorta sulle competenze da raggiungere, su metodi e contenuti da trasformare in conoscenze; compito che spetta alle scuole, ognuna in base alla singola situazione, predisporre attraverso la programmazione, la verifica delle risorse e degli obiettivi prioritari, la scelta di metodologie e strumenti didattici, di osservazione e verifica del processo, di valutazione ed autovalutazione.
Il discorso, iniziato con le Linee Guida 2024 per la Ed. Civica, ora continua col dibattito sulle indicazioni 2025, che hanno in parte rovesciato la filosofia della legge 92/19 (ad es. con la inversione della priorità stabilita nel filone 2 tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale).
Con queste problematiche, in relazione alla Ed. alla cittadinanza, hanno già dovuto cimentarsi le scuole gli scorsi anni per verificare cosa e come modificare.
Le linee guida del MIM infatti hanno portato le scuole a rivedere le attività di Educazione Civica ed a confrontarsi sul modo di programmarle. Le attività vanno riviste alla luce delle esperienze fatte, delle buone pratiche sperimentate, delle metodologie, degli strumenti di programmazione e valutazione sinora usati; ma anche delle difficoltà emerse in questi anni nei diversi contesti.
Gli Istituti ed i docenti hanno dovuto tenerne conto, confrontandosi però in modo critico e dialettico con la nuova “filosofia” introdotta dal MIM rispetto alla legge 92/19:
Possiamo quindi cominciare a verificare, confrontare ed integrare quanto avvenuto attraverso una riflessione critica ed una discussione sulle varie esperienze, sui vari aspetti della applicazione delle linee, sullo stato di realizzazione, sui materiali usati alla luce di questi anni di sperimentazione con particolare riferimento agli ultimi.
Fermo restando che i punti chiave sono:
Con la ripresa delle attività queste problematiche sono nel contesto attuale e alla luce delle problematiche giovanili emerse, cui dare risposte, tra i nodi da affrontare con più attenzione.
Su questi argomenti il corso Programmare e valutare le attività di Educazione Civica, a cura di Rodolfo Marchisio, in programma dal 24 settembre.
Fermo restando che i punti chiave sono: