A che punto sono arrivate le scuole, con la programmazione e la valutazione della Educazione Civica dopo le linee guida 24 del MIM? Come pensano di adeguare nelle classi prime della scuola dell’obbligo gli interventi alla luce delle IN 2025 da ora in vigore? Verso quale modello di cittadino?
Che influenza hanno avuto queste linee del ministero sulla programmazione e sui progetti delle scuole nel campo della Educazione alla cittadinanza? Quanto hanno modificato e quali nuove criticità o quali innovazioni sono emerse con la applicazione delle disposizioni ministeriali, rispetto a quanto sperimentato nei quattro anni precedenti, alla luce della legge 92/19 e delle linee guida prima vigenti? Con quali esiti educativi e con quali difficoltà?
Da una prima rilevazione e dai primi lavori di programmazione e valutazione sviluppati gli scorsi anni si possono ipotizzare tre situazioni, da verificare quest’anno quando entreranno in vigore anche per la Ed. Civica le Indicazioni 2025 per le classi prime dell’obbligo e per la primaria, che si rifanno allo stesso modello inedito di cittadino, piuttosto diverso da quello che la normativa (legge 19/92)e la prassi precedente avevano perseguito.
In sintesi.
Questo passaggio è stato sicuramente condizionato da una certa confusione fra obiettivi di conoscenza e traguardi di competenze anche all’interno delle LG EC stesse (pag. 10), dalla necessità di fare chiarezza su cosa spetti alle scuole (competenze specifiche, progettazione in base al contesto, metodi, strumenti, contenuti) e cosa può essere obiettivo per tutte le scuole e quindi compito del MIM indicare: i traguardi di competenza generali.
Con una difficoltà storica: quella legata alla mancata abitudine, inversamente proporzionale al livello scolare, di lavorare attraverso progettazione comune per competenze ed in modo collegiale e non per obiettivi educativi generici, attivitàe contenuti separati, ma fatti diventare trasversali (come sottolinea il MIM), prescrittivi e dettagliati, contrariamente a quanto richiesto dal CSPI.
Permane l’incertezza anche a proposito delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 su cosa spetti al MIM e cosa alle scuole nella loro autonomia definita per legge (DPR 275/99) ed alla luce della libertà di insegnamento dei docenti sancita dalla Costituzione (art. 33). Il ministero persegue la sostituzione del modello precedente con uno diverso, più centrato sui diritti individuali e meno sulle responsabilità sociali e sulla solidarietà. Il Ministro stesso, in dichiarazioni e scritti, sostiene una posizione di rivincita e demolizione rispetto alla scuola costruita dal dopoguerra (da Ministri democristiani sino al 1990).
È ora possibile non solo fare una prima riflessione aperta e dialettica coi docenti su quanto avvenuto nelle loro scuole, ma anche riprendere e confrontare metodologie e strumenti della programmazione, osservazione, valutazione/autovalutazione, documentazione relativi al lavoro per competenze nel campo della Ed. civica.
Questo bilancio e questa riflessione sono possibili solo lavorando in modo dialettico, tenendo conto dei contesti delle varie scuole, delle loro esperienze, dei modelli di programmazione, dei metodi e strumenti sviluppati ed attraverso una riflessione critica su quanto emerso. Confronto di cui i docenti sentono il bisogno, alla luce delle esperienze e di quanto costruito sinora.
La legge 92/19 ci aveva lanciato una sfida a ripensare i nostri modi di lavorare e valutare, coerentemente con la Costituzione che persegue un cittadino consapevole di diritti (propri ed altrui) e di doveri o diritti-doveri tenuti insieme dal principio della solidarietà. Stiamo procedendo in questa direzione?
Le Linee guida e le indicazioni 2025, pur onnicomprensive o contradditorie, parlano poco di cittadino e solidarietà e più di individuo e persona, come modello da perseguire. Di diritti individuali piuttosto che di responsabilità sociale attiva e passiva. Cosa ne deriva per la programmazione delle scuole che devono formare persone e cittadini in mezzo ai tanti nuovi problemi emersi nel mondo giovanile?
Quali spazi di autonomia i docenti hanno a disposizione? Quali modelli hanno funzionato meglio nelle varie scuole? Quali strumenti di Programmazione, Osservazione, Valutazione, Documentazionesono stati più efficacemente condivisi e sperimentati nelle scuole? Su questo si propone di confrontarci per fare il punto e riprogrammare; anche alla luce della entrata in vigore da quest’anno delle Indicazioni Nazionali 2025 per le classi prime della fascia dell’obbligo e per la materna.
Su questi argomenti il corso Programmare e valutare le attività di Educazione Civica, a cura di Rodolfo Marchisio, in programma dal 24 settembre.
Fermo restando che i punti chiave sono: