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13.09.2026

Quali sono le Nuove Indicazioni per l’Educazione civica? Come applicarle e quali criticità? Il corso

A che punto sono arrivate le scuole, con la programmazione e la valutazione della Educazione Civica dopo le linee guida 24 del MIM? Come pensano di adeguare nelle classi prime della scuola dell’obbligo gli interventi alla luce delle IN 2025 da ora in vigore? Verso quale modello di cittadino?

Che influenza hanno avuto queste linee del ministero sulla programmazione e sui progetti delle scuole nel campo della Educazione alla cittadinanza? Quanto hanno modificato e quali nuove criticità o quali innovazioni sono emerse con la applicazione delle disposizioni ministeriali, rispetto a quanto sperimentato nei quattro anni precedenti, alla luce della legge 92/19 e delle linee guida prima vigenti? Con quali esiti educativi e con quali difficoltà?

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Da una prima rilevazione e dai primi lavori di programmazione e valutazione sviluppati gli scorsi anni si possono ipotizzare tre situazioni, da verificare quest’anno quando entreranno in vigore anche per la Ed. Civica le Indicazioni 2025 per le classi prime dell’obbligo e per la primaria, che si rifanno allo stesso modello inedito di cittadino, piuttosto diverso da quello che la normativa (legge 19/92)e la prassi precedente avevano perseguito.

In sintesi.

  1. Alcune scuole hanno ristrutturato la loro programmazione di istituto alla luce di quanto proposto dal Ministero. Di conseguenza alcuni progetti di scuola, classe o interclasse sono stati modificati.
  2. Molte scuole, la maggioranza, ha integrato, con parte di quanto suggerito, la programmazione già consolidata, alla luce del loro contesto, della loro specificità, dei loro interessi e obiettivi formativi e delle criticità emerse sinora: strutturali – spazi e tempi di confronto e condivisione- o più spesso difficoltà di interazione, collaborazione, coinvolgimento, condivisione fra colleghi.
  3. Alcune scuole non hanno modificato o realizzato granché per vari motivi.

Questo passaggio è stato sicuramente condizionato da una certa confusione fra obiettivi di conoscenza e traguardi di competenze anche all’interno delle LG EC stesse (pag. 10), dalla necessità di fare chiarezza su cosa spetti alle scuole (competenze specifiche, progettazione in base al contesto, metodi, strumenti, contenuti) e cosa può essere obiettivo per tutte le scuole e quindi compito del MIM indicare: i traguardi di competenza generali.

Con una difficoltà storica: quella legata alla mancata abitudine, inversamente proporzionale al livello scolare, di lavorare attraverso progettazione comune per competenze ed in modo collegiale e non per obiettivi educativi generici, attivitàe contenuti separati, ma fatti diventare trasversali (come sottolinea il MIM), prescrittivi e dettagliati, contrariamente a quanto richiesto dal CSPI.

Permane l’incertezza anche a proposito delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 su cosa spetti al MIM e cosa alle scuole nella loro autonomia definita per legge (DPR 275/99) ed alla luce della libertà di insegnamento dei docenti sancita dalla Costituzione (art. 33). Il ministero persegue la sostituzione del modello precedente con uno diverso, più centrato sui diritti individuali e meno sulle responsabilità sociali e sulla solidarietà. Il Ministro stesso, in dichiarazioni e scritti, sostiene una posizione di rivincita e demolizione rispetto alla scuola costruita dal dopoguerra (da Ministri democristiani sino al 1990).

È ora possibile non solo fare una prima riflessione aperta e dialettica coi docenti su quanto avvenuto nelle loro scuole, ma anche riprendere e confrontare metodologie e strumenti della programmazione, osservazione, valutazione/autovalutazione, documentazione relativi al lavoro per competenze nel campo della Ed. civica.

Questo bilancio e questa riflessione sono possibili solo lavorando in modo dialettico, tenendo conto dei contesti delle varie scuole, delle loro esperienze, dei modelli di programmazione, dei metodi e strumenti sviluppati ed attraverso una riflessione critica su quanto emerso. Confronto di cui i docenti sentono il bisogno, alla luce delle esperienze e di quanto costruito sinora.

La legge 92/19 ci aveva lanciato una sfida a ripensare i nostri modi di lavorare e valutare, coerentemente con la Costituzione che persegue un cittadino consapevole di diritti (propri ed altrui) e di doveri o diritti-doveri tenuti insieme dal principio della solidarietà.  Stiamo procedendo in questa direzione?
 Le Linee guida e le indicazioni 2025, pur onnicomprensive o contradditorie, parlano poco di cittadino e solidarietà e più di individuo e persona, come modello da perseguire. Di diritti individuali piuttosto che di responsabilità sociale attiva e passiva.  Cosa ne deriva per la programmazione delle scuole che devono formare persone e cittadini in mezzo ai tanti nuovi problemi emersi nel mondo giovanile?

Quali spazi di autonomia i docenti hanno a disposizione? Quali modelli hanno funzionato meglio nelle varie scuole? Quali strumenti di Programmazione, Osservazione, Valutazione, Documentazionesono stati più efficacemente condivisi e sperimentati nelle scuole?  Su questo si propone di confrontarci per fare il punto e riprogrammare; anche alla luce della entrata in vigore da quest’anno delle Indicazioni Nazionali 2025 per le classi prime della fascia dell’obbligo e per la materna.

Il corso

Su questi argomenti il corso Programmare e valutare le attività di Educazione Civica, a cura di Rodolfo Marchisio, in programma dal 24 settembre.

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Fermo restando che i punti chiave sono:

  • Le metodologie e gli strumenti di programmazione, osservazione, valutazione delle attività di Ed civica. In una ottica di lavoro per competenze.
  • Il contesto, le risorse, le esperienze maturate dalle scuole in questi 5 anni e i modelli, gli strumenti prodotti ed usati e la loro condivisione e funzionalità.  
  • Le modifiche richieste dalle LG EC 24 che le scuole hanno ritenuto di integrare nel loro lavoro.
  • Le criticità “storiche” (spazi di collaborazione e condivisione, abitudine al confronto, modelli chiusi di Istituto o assemblaggio di progetti in orizzontale o verticale…).
  • Le nuove criticità emerse nella applicazione integrata delle Linee guida stesse.

LEGGI LE LINEE GUIDA

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