Home I lettori ci scrivono Nuovi arredi scolastici: non mettiamo i mobili in una casa senza tetto

Nuovi arredi scolastici: non mettiamo i mobili in una casa senza tetto

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Chiamatele sedie se volete, ma non chiamateli banchi, quelli che il Ministero dell’Istruzione si accinge ad acquistare, con 6 rotelle per essere facilmente spostate, un piano d’appoggio adatto per metterci tablet o computer, meno adatto per metterci libri cartacei e quaderni, e un microfono.

Si motiva l’acquisto asserendo che con queste sedie ergonomiche gli studenti si muoveranno più facilmente per comporre gruppi di apprendimento a secondo della necessità, quindi per svolgere una didattica diversa, e occuperanno meno spazio.

Il Ministero dell’Istruzione, comprando queste sedie innovative per le scuole, crede così di risolvere il problema dell’affollamento delle aule. Sembrerebbe l’uovo di Colombo!

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Ma prima di avventurarsi su soluzioni nuoviste, senza voler passare per passatista perché sono fautore del superamento della lezione frontale e sono per una didattica alternativa, vorrei far riflettere il Ministro dell’Istruzione su due questioni:

  1. Essendo dirigente scolastico in un contesto a rischio, faccio notare che ho dovuto bandire le sedie a rotelle dai laboratori informatici perché gli alunni pericolosamente facevano a gara a chi si spostava più veloce, rischiando di travolgere un compagno o il malcapitato insegnante.
  2. Invece di spendere tanti mi milioni di euro per queste sedie che sicuramente potranno essere arredo della scuola del futuro, perché non li investiamo per mettere a posto le scuole “sgarrupate”, che sono senza certificazione di prevenzione incendi, di agibilità e staticità antisismica?

Le scuole hanno bisogno certamente di nuovi arredi, ma diamo priorità alla sicurezza degli edifici scolastici. Come ha detto un mio collega, non compriamo i mobili prima di aver ristrutturato la casa oppure – aggiungo io – non mettiamo i mobili in una casa senza tetto…

Eugenio Tipaldi

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