Home Politica scolastica Nuovo Governo, l’8 dicembre al via le consultazioni al Quirinale

Nuovo Governo, l’8 dicembre al via le consultazioni al Quirinale

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Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alle 18 di oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, darà inizio alle consultazioni.

I primi ad essere ricevuti al Quirinale  saranno il presidente del Senato, Pietro Grasso, la presidente della Camera, Laura Boldrini e il presidente emerito, Giorgio Napolitano, fa sapere un comunicato della Presidenza della Repubblica. Le consultazioni si concluderanno sabato con Forza Italia, Movimento 5 stelle e Partito democratico.

Il premier uscente intanto alla Direzione PD ha parlato per 19 minuti e fra le altre cose, dopo essersi assunto la responsabilità sull’esito del referendum: “Il popolo è sovrano, mi assumo tutte le responsabilità”, ha detto pure: “Non abbiamo paura del voto”.

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“Se i gruppi parlamentari- ha scritto invece nella Enews- vorranno invece andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo Governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale: i 60 anni dell’Unione Europea, i vari G7 a cominciare da quello di Taormina, la presidenza del consiglio di sicurezza dell’ONU. Sarà interessante capire cosa pensano anche i partiti del Fronte del NO al referendum, non solo i partiti dell’attuale maggioranza.

 

Non sono io a decidere ma devono essere i partiti – tutti i partiti – ad assumersi le proprie responsabilità. Il punto non è cosa vuole il presidente uscente, ma cosa propone il Parlamento.

Vedrete- ha scritto sempre Renzi-  che molte delle cose che abbiamo fatto e che tanti criticavano resteranno: gli 80 euro; l’abbassamento delle tasse a cominciare dall’Imu, alle tasse agricole, dall’Irap, all’Ires; i diritti civili; il sociale, il dopo di noi, l’autismo, la cooperazione internazionale, lo spreco alimentare, la sicurezza stradale; I reati ambientali e l’accordo sul clima di Parigi; il processo civile telematico, le misure contro la corruzione, la reintroduzione del falso in bilancio, la responsabilità civile dei magistrati, l’istituzione dell’Anac, il divieto di dimissioni in bianco, le opere incompiute portate a termine, come la Quadrilatero, la Variante di Valico e la Salerno Reggio Calabria; il divorzio breve, la dichiarazione precompilata, la fatturazione elettronica, il super e iper ammortamento, il tetto agli stipendi pubblici, le riforme di scuola, pubblica amministrazione, i soldi in più alla sanità, le pensioni, la stabilizzazione del 5 per 1000, i fondi per la non autosufficienza, il comparto della ricerca, l’abolizione di Equitalia, il Freedom Of Information Act, il rilancio di Pompei e della Reggia di Caserta, l’organizzazione di Expo e del Giubileo, la prospettiva di industria 4.0, l’avvio della bonifica della Terra dei Fuochi. Mi fermo qui, ma potrei andare avanti per paginate intere”.

Stranamente fra tutto ciò che il suo Governo ha fatto, ha mancato Renzi di citare la legge 107, detta della “Buona scuola”

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