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19.10.2026

Nuovo PEI, quali sono le novità del Decreto 170 e qual è la sua impostazione? Come hanno reagito le famiglie? Risponde l’esperta

Il Decreto 170 del 30 settembre 2026, entrato in vigore il 1° ottobre 2026, introduce alcune novità riguardanti il Piano Educativo Individualizzato (PEI) degli alunni con disabilità. Le modifiche interessano diversi aspetti della sua elaborazione e approvazione, con conseguenze sulle procedure adottate dalle istituzioni scolastiche. Ma quali sono le novità introdotte dal Decreto Legge 170? A rispondere, nel corso della diretta della Tecnica risponde live, l’esperta di inclusione, prof.ssa Marisa Pavone:

“Ci concentriamo sull’articolo 1 del decreto legge e le novità più salienti. La prima, il gruppo di lavoro operativo per l’inclusione (GLO), si dice nel decreto legge, definisce e motiva le richieste di sostegno. L’altra novità riguarda le scadenze che sono state rimodulate, quindi individuando a giugno la elaborazione del piano educativo individualizzato (PEI) in via definitiva per quanto riguarda gli alunni frequentanti e a ottobre eventuali aggiornamenti. Mentre invece per i nuovi frequentanti si dice che a giugno è l’elaborazione provvisoria che andrà definita a ottobre. Poi nei passaggi di corso da un anno all’altro di corso e nei passaggi di ciclo, il Ministero ci dice che occorre valutare anzitutto il mantenimento delle ore di sostegno”.

“Un altro passaggio riguarda il compito dell’ufficio scolastico regionale che attribuisce le ore di sostegno e non assegna. L’ultima novità riguarda la validità delle decisioni del GLO, che possono avvenire anche in assenza di una delle componenti. Il GLO definisce e motiva le ore di sostegno. Questa è una novità, si fa per dire, perché era ormai già acclarato. Decine di sentenze dei tribunali hanno sempre dato ragione alla richiesta di ore di sostegno che era indicata nel piano educativo individualizzato dal GLO. Quindi adesso si prende atto di ciò che la realtà già e purtroppo la realtà dei tribunali aveva dimostrato, che il GLO debba motivare era già evidente prima, non è che il GLO chiedesse delle ore di sostegno senza motivazioni. Tutta l’elaborazione, tutti i contenuti del GLO, del piano educativo individualizzato esitano in una conseguente richiesta di assegnazione di ore di sostegno”.

“Per quanto riguarda le scadenze, si può dire che la ricerca pedagogico didattica ci dice che il PEI va elaborato al sulla base reale delle condizioni dei contesti di apprendimento, quindi su una situazione concreta e reale. E questa situazione concreta e reale di fatto si avvera all’inizio dell’anno scolastico, non è ancora del tutto chiara nel mese di giugno perché mancano ancora gli organici, perché ci potrebbero essere dei cambiamenti nella destinazione degli insegnanti, anche curricolari, perché non solo può modificarsi l’ambiente, il contesto, ma il bambino, il ragazzo, l’allievo è in via di sviluppo e quindi ci possono essere dei cambiamenti anche nei mesi estivi. Quindi, sembra poco realistica questa modifica, questa rimodulazione delle scadenze, perché un piano educativo individualizzato approvato in via definitiva a giugno è un po’ stretto e costretto nei tempi”.

Le proteste da parte di associazioni di famiglie e di insegnanti

“Si sono succedute diverse versioni del testo prima della pubblicazione, anche sulla base delle proteste che si sono sollevate da parte delle associazioni di famiglie e di insegnanti. A queste proteste, questo atteggiamento un po’ oppositivo da parte delle famiglie, il ministro in prima persona ha risposto dicendo: “Ma state tranquilli, cari genitori, siamo intervenuti per ridurre i tempi di adozione del piano educativo individualizzato, per semplificare la vita delle famiglie e eliminando possibilmente gli adempimenti burocratici.” Lascio immaginare la ricontestazione da parte dei genitori perché il PEI non è assolutamente un documento burocratico, anzi è lo strumento strategico che concretizza la qualità dell’inclusione scolastica e dell’apprendimento. Dunque, sentirsi dire che il senso del decreto da parte del ministro va nella direzione della semplificazione burocratica ha creato davvero opposizione da parte dei genitori, come dire, noi partecipiamo, andiamo alle riunioni, condividiamo le scelte della scuola e ci sentiamo dire che occorre una semplificazione per evitare i burocratismi. Nel PEI non ci sono al momento burocratismi. E non sono ancora neanche terminate, tra l’altro, le acclamazioni, le proteste da parte delle famiglie e che vengono riportate sul web”.

Ci sono altri due aspetti. Uno è la novità per cui si dice che nel passaggio da un ciclo all’altro e da un anno all’altro di corso, ma soprattutto da un ciclo all’altro, il PEI va aggiornato, quindi qui è obbligatorio che sia aggiornato, in via prioritaria per quanto riguarda la conferma delle ore di sostegno dell’anno precedente. Il punto non è aggiornare il documento in merito all’assegnazione delle ore di sostegno, per quanto importantissima essa sia. Il punto è guardare ogni anno, durante il corso dell’anno a monitorare la situazione dell’alunno, del contesto, dei servizi per capire se chi segue il bambino, chi ne ha cura e ne ha responsabilità, ha messo in campo tutto ciò che doveva essere messo in campo“.

“Un altro aspetto riguarda l’affermazione del decreto legge per cui il PEI può essere approvato dal GLO anche in assenza di una delle componenti previste e anche questo è un aspetto che ha suscitato parecchio rifiuto da parte delle famiglie. Per mettere approvazioni unilaterali, per evitare lo sforamento dei termini rischia di far venir meno l’alleanza strategica tra scuola, servizi territoriali, famiglie, trasformando il GLO in un mero adempimento d’ufficio, depotenziando e delegittimando tutte quelle prassi che purtroppo nella scuola spesso vediamo, come GLO affrettati, inconcludenti, poco partecipati”.

“Tornando ancora all’assegnazione delle ore di sostegno, sembra che quello sia l’elemento da cui tutta la programmazione e la progettazione educativa didattica poi consegue. In realtà è il contrario. La richiesta di ore di sostegno consegue al prima si fa la progettazione educativa, anche degli strumenti, dei metodi. E poi si definiscono le risorse”.

Qual è l’impostazione del decreto legge 170? Questo decreto legge ci aiuta ad andare verso un’inclusione di qualità?

“Mi sembra di poter dire – spiega la prof.ssa Pavone – che manchi nel decreto una visione, una prospettiva pedagogica, un’ispirazione volta al sostegno del processo educativo e didattico di inclusione attraverso il presidio del PEI. Sembra che il Ministero, preso atto delle difficoltà amministrative e gestionali di percorso, definizione degli organici di sostegno, latitanza di alcune istituzioni con riferimento al GLO, abbia pubblicato una norma che rischia di limitare, di ridurre il livello di qualità dell’inclusione scolastica. Viceversa avrebbe dovuto dare al mondo della scuola indicazioni guida prospettiche”.

“La progettazione educativa e inclusiva richiede osservazione, valutazione, corresponsabilità, un confronto costante anno per anno e non soprattutto alla fine tra diverse professionalità e famiglie, in particolare ai passaggi di ciclo, fissare in via prioritaria per l’aggiornamento del PEI il mantenimento delle ore di sostegno dell’anno precedente, fatti salvi alcuni adeguamenti, incentiva un rigido automatismo. Si rischia, di appiattire l’intero percorso formativo di un bambino, di uno studente, su parametri statici in totale contrasto con i principi educativi e con la natura dinamica del piano educativo individualizzato. La quantificazione delle risorse, deve essere la conseguenza del processo progettuale, non il punto di partenza. La logica sembra ribaltata”.

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