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19.10.2026

Proteste e benzina troppo cara per tanti docenti e Ata: è spettro Dad? Un ateneo istituisce lezioni a distanza per qualche giorno

La Didattica a distanza, tanto osteggiata durante e dopo il periodo Covid, non sembra essere disdegnata dagli insegnanti così come ci si potrebbe aspettare: quasi tre docenti su cinque sarebbero favorevoli all’attivazione della didattica a distanza in caso di aggravamento della crisi energetica.

Questo quanto è emerso qualche mese fa da un sondaggio della Tecnica della Scuola somministrato a studenti, docenti e genitori all’indomani dell’ipotesi paventata in ambienti sindacali nel weekend di Pasqua.

Siamo punto e a capo? L’Università di Catania ha istituito la Didattica a Distanza dal 19 al 22 ottobre. Il motivo? I vari scioperi programmati e i blocchi dei trasporti, come riporta La Sicilia.

Al momento, ovviamente, per la scuola non sembrano esserci particolare novità: nessuno ha parlato di Dad in ambito scolastico. Restano però le tante difficoltà che devono affrontare molti docenti e Ata, schiacciati dal caro benzina, soprattutto se sono pendolari.

I dati del sondaggio

Il sondaggio ha coinvolto in modo diretto 1.655 persone: hanno partecipato 1.403 docenti, 142 genitori, 45 studenti, 17 dirigenti.

I dati sono molto interessanti: di fronte alla domanda “Sei d’accordo con la possibile introduzione della Dad a scuola a causa della crisi energetica?“, la maggioranza dei docenti si è detto contrario. Ma non si tratta di una preferenza schiacciante, anzi: è più un testa a testa.

Il 52,82% dei docenti rifiuta l’idea di tornare alla Dad, o comunque non la ritiene una misura adeguata da applicare. Il 46,40% invece sì, forse spinto dalla necessità di risparmiare, magari, la benzina per recarsi al lavoro. Non si può quindi dire che l’umore dei docenti sia definito in modo chiaro.

Anche se le percentuali non sono statisticamente significative, gli studenti che hanno partecipato al nostro sondaggio sono a favore della Dad: caso opposto per quanto riguarda genitori e dirigenti.

Un altro dato è particolarmente rilevante: abbiamo chiesto, solo ai docenti, di esprimere la loro opinione rispetto al possibile svolgimento, almeno, dei collegi docenti online per gli ultimi adempimenti di maggio e giugno.

Qui la tendenza è chiara: l’88,95% degli insegnanti si dice favorevole, praticamente 4 su 5.

L’ipotesi

L’ipotesi avanzata in ambienti sindacali ha scosso il mondo della scuola e non solo: a causa della crisi energetica si profila il possibile ritorno alla Didattica a Distanza (Dad) nel corso di quello che è stato definito “lockdown energetico“. 

Nel corso di una intervista al Corriere di mesi fa il ministro della difesa Crosetto non ha usato mezzi termini. Alla domanda se esista il rischio concreto che tutto si blocchi, la risposta è stata netta: “È ciò che si teme. Non tutto ma molto”. Il riferimento è alla tenuta delle forniture energetiche, messa a rischio dall’escalation militare nel Golfo.

Dal Ministero il 7 aprile è arrivato immediato un secco “non è una misura contemplata nel piano del governo”, quindi, per il momento le scuole resteranno aperte. Lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara lo ha confermato ad Adnkronos.

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