Entra subito nel vivo la campagna elettorale per la poltrona di sindaco di Milano: il giornalista e scrittore Mario Calabresi, pronto a candidarsi a primo cittadino della città meneghina per il centrosinistra, boccia il decreto legge Scuola, il 170/26, nella parte in cui limita la presenza di alunni stranieri – con difficoltà di italiano – all’interno delle classi.
“Abbiamo un governo – ha detto Calabresi intervenendo alla Leopolda di Firenze – che ha deciso che i bambini stranieri, che chiamiamo così anche se molti sono nati in Italia, oltre una certa quota per classe vengono redistribuiti. Pensare che ci siano bambini colpevoli che vadano sparsi in giro, trovo sia profondamente sbagliato”.
Secondo il giornalista scrittore, “quando la scuola la frequentavo io era una possibilità di ascensore sociale. Oggi la scuola dove andavo io è fatta di 108 bambini di cui una sola ha entrambi i genitori italiani”.
L’accusa, prodotta anche dall’opposizione parlamentare, sostiene che con questa legge, se verrà convertita come approvata dal CdM, qualora le iscrizioni di alunni stranieri non consentano di rispettare il “tetto” del 30%, scatterà la loro distribuzione tra istituzioni scolastiche limitrofe, così come stabiliranno gli Uffici scolastici territoriali.
Pronta la replica del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Se Calabresi, candidato sindaco, parte così, parte con il piede sbagliato. Prima di polemizzare ci si deve informare altrimenti si alimentano fake news. Nessuno ‘sparge in giro’ bambini stranieri nati in Italia: questo non è previsto dal decreto di cui Calabresi parla. Né tanto meno ci sono bambini, quelli che non conoscono la nostra lingua, che il governo ritiene ‘colpevoli'”.
“Sono gli stessi bambini che il ministro Mattarella, il ministro Berlinguer e il ministro Fioroni hanno cercato di aiutare dando a loro, e al contempo agli studenti italiani, un ambiente scolastico favorevole al progresso dei loro apprendimenti e alla loro crescita. Ed è quanto fa oggi, con una legge e con una più definita organizzazione, questo ministro e questo Governo”, ha concluso Valditara.
Intervenendo al question time al Senato richiesto da Italia Viva, il giorno prima, sempre il titolare del Mim aveva detto che “gli episodi descritti in questa interrogazione sono il frutto di una grave strumentalizzazione politica che ha coinvolto persino bambini. Senza neanche attendere la lettura del provvedimento, nonostante le nostre affermazioni in senso opposto si continua a far credere che il nostro intento sia quello discriminare gli stranieri in quanto tali. E questo ritengo sia molto grave”.
Valditara ha quindi precisato: “non è vero che il limite del 30 per cento si applica a tutti gli stranieri. Nel tetto non vanno considerati né gli alunni stranieri nati in Italia né coloro che conoscono già la lingua italiana. E non è vero che ci sarà una ‘deportazione’. È una definizione tanto grave quanto infondata, perché la misura si inserisce nelle ordinarie procedure di iscrizione e di formazione delle classi, senza impattare su quelle già formate”. Secondo il responsabile del dicastero bianco, “dovremmo avere l’onestà di ricordare che ai genitori -a tutti i genitori, indipendentemente dalla cittadinanza- è data la possibilità di indicare, in fase di iscrizione, fino a tre scuole, senza che vi sia un diritto per nessuno, nemmeno per gli italiani, di pretendere la prima scelta”.