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Nuovo reclutamento a numero chiuso, Gelmini è irremovibile

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Sul nuovo reclutamento a numero programmato il ministro Gelmini è inamovibile: in una lunga lettera aperta, pubblicata il 24 luglio sul Corriere della Sera, l’inquilino di viale Trastevere ricorda che anche dopo il recente piano di assunzioni di oltre 30.000 docenti, da attuare entro il prossimo 31 agosto, “resteranno comunque nelle graduatorie oltre 200.000 insegnanti abilitati”. Considerando che “il saldo resterà a lungo passivo per tutti i livelli scolastici. La domanda quindi è: abbiamo bisogno di creare nuovi abilitati? Evidentemente no, visti i numeri. Dobbiamo alimentare nei giovani false speranze, creare nuovamente una fabbrica di illusioni pensando che comunque nella scuola con qualche sanatoria si riuscirà prima o poi ad entrare?”. 

Per il ministro dell’Istruzione è giunto il momento di dire basta a questa modalità, condotta da decenni: “l’unica risposta responsabile – sottolinea Gelmini – è quella che abbiamo dato con il nuovo percorso di studi per diventare insegnanti che si fonda appunto su un numero chiuso, programmato proprio sulla base dei posti disponibili. Posti solo in base alle reali necessità della scuola italiana”.
Si tratta di concetti che il responsabile del Miur esprime ormai da tempo: la novità è che stavolta le spiegazioni vanno date anche “in casa”. Alcuni giorni, infatti, anche Maurizio Lupi, vicepresidente dei deputati, e Mario Mauro, parlamentare europeo, entrambi del Pdl, hanno inviato un appello a rivedere le modalità di accesso ai Tirocini formativi attivi: secondo la coppia di esponenti dello stesso partito della Gelmini, il sistema di reclutamento in via di attuazione, che quando entrerà a regime permetterà l’assunzione sulla metà dei posti vacanti, “di fatto blocca l’accesso all’insegnamento per tutti i giovani insegnanti: la scuola italiana – sostengono Lupi e Mauro – verrà incanalata in una gravissima deriva illiberale e statalista che sconfesserà in un solo colpo tutte le azioni del Governo verso una maggiore libertà dei cittadini”.
Un passaggio della lettera della Gelmini sembra dedicato proprio a loro: “non corrisponde a verità l’accusa secondo la quale – sostiene il Ministro – i provvedimenti del ministero penalizzerebbero i giovani a favore dei più anziani che attendono di essere assunti nelle graduatorie. Una gran parte infatti dei posti disponibili sarà data ai giovani, garantendo loro una concreta chance per accedere all’insegnamento. Quello che non farò mai però è prendere in giro i ragazzi”, per questo d’ora in poi l’accesso alla formazione “sarà fatto solo all’interno dei posti disponibili e di cui la scuola ha veramente bisogno. In ogni caso, la concreta opportunità di entrare in ruolo dipenderà esclusivamente dalla possibilità di bandire procedure concorsuali basate sul merito”.
La notizia non farà sicuramente piacere ai precari non abilitati. Che, tra l’altro, già hanno programmato la prima manifestazione del nuovo anno scolastico: si svolgerà il 1° settembre ed è stata organizzata dal Mida, Movimento insegnanti da abilitare, assieme al sindacato Sisa. Le due organizzazioni hanno dato appuntamento ad iscritti ed interessati davanti al ministero dell’Istruzione: l’intenzione è avviare un presidio per l’intera giornata. “Questa manifestazione – ha spiegato Ida Gasparretti, coordinatore Mida – non è contro i colleghi abilitati, a cui però ricordiamo che il nostro disagio è più grande del loro. La loro presenza in graduatorie ad esaurimento garantisce in futuro la possibilità di `conseguire il ruolo’, fattore che a tutti noi viene al momento negato“. Insomma, per i precari meno fortunati quest’anno la tregua estiva non sembra essere mai cominciata.