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27.07.2026

Obesità infantile, la BBC punta il dito sull’Italia: “La dieta mediterranea perde terreno, i bambini mangiano per lo più pane, pasta e pizza”

L’Italia, per decenni considerata la patria della dieta mediterranea, finisce sotto la lente della BBC per un fenomeno che preoccupa sempre più medici e istituzioni sanitarie: la crescita del sovrappeso e dell’obesità tra bambini e adolescenti. Il reportage dell’emittente britannica descrive un Paese in cui il modello alimentare tradizionale starebbe progressivamente lasciando spazio a consumi meno equilibrati, caratterizzati da alimenti ad alta densità calorica e da una presenza sempre maggiore di prodotti industriali.

A fare da filo conduttore all’inchiesta è quella che gli autori definiscono la dieta delle “cinque P”: pane, pasta, pizza, patate e proteine, alimenti che, se consumati con frequenza eccessiva o accompagnati da ingredienti molto grassi e ultraprocessati, rischiano di allontanare le nuove generazioni dai principi della dieta mediterranea.

Dalla tavola tradizionale ai cibi ultraprocessati

Secondo gli esperti intervistati dalla BBC, tra cui il ricercatore Valter Longo, il cambiamento non riguarda tanto i singoli alimenti quanto il modo in cui vengono consumati. Pane, pasta e pizza fanno infatti parte della tradizione gastronomica italiana, ma il loro impiego in porzioni abbondanti, insieme a snack, bevande zuccherate e preparazioni ricche di formaggi, salumi e salse, modifica profondamente l’equilibrio nutrizionale.

L’inchiesta sottolinea come frutta, verdura, legumi e cereali integrali siano sempre meno presenti nell’alimentazione quotidiana di molti bambini, mentre aumenta il ricorso a prodotti confezionati e pasti ad elevato contenuto calorico.

Il caso di Ponticelli simbolo di un fenomeno più ampio

Tra le storie raccontate dalla BBC emerge quella di Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, dove l’obesità infantile rappresenta un problema sanitario particolarmente rilevante.

Il reportage racconta la vicenda di un diciassettenne arrivato a pesare 170 chilogrammi, seguito presso l’ospedale evangelico Villa Betania. Le sue condizioni hanno richiesto un percorso terapeutico complesso: prima di poter valutare un eventuale intervento di chirurgia bariatrica, i medici hanno dovuto avviare una terapia farmacologica per ridurre il peso e diminuire i rischi operatori.

Secondo gli specialisti, situazioni cliniche di questo tipo, un tempo tipiche dell’età adulta, stanno diventando sempre più frequenti anche tra gli adolescenti.

Campania tra le regioni con i valori più elevati

Le statistiche mostrano differenze significative tra le diverse aree del Paese. In Campania, l’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità rileva che il 24,6% dei bambini di 8 e 9 anni è in sovrappeso, il 12,6% presenta obesità e un ulteriore 6% soffre di obesità grave. Complessivamente, oltre quattro bambini su dieci convivono con un eccesso ponderale.

Applicando tali percentuali alla popolazione regionale compresa tra i 6 e gli 11 anni, la stima è di circa 137 mila bambini interessati dal problema.

Un fenomeno che coinvolge tutta l’Italia

Anche il quadro nazionale evidenzia numeri importanti. Nel 2023, il 19% dei bambini italiani tra gli 8 e i 9 anni risultava in sovrappeso, mentre il 9,8% era affetto da obesità, comprendendo anche le forme più gravi. Nel complesso, quasi tre bambini su dieci presentavano un eccesso di peso.

Secondo le elaborazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che adottano criteri di classificazione differenti, le percentuali risultano ancora più elevate: nel periodo 2022-2024 circa il 37% degli ottoenni italiani sarebbe in sovrappeso o obeso, mentre il 18% rientrerebbe nella categoria dell’obesità.

Questi dati collocano l’Italia tra i Paesi europei maggiormente interessati dal fenomeno, insieme a Grecia e Cipro.

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