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Occupazioni, il Governo torna all’antico

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Sul tema delle occupazioni studentesche, il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, sembra voler prendere le distanze da Davide Faraone, anche lui sottosegretario, che nei giorni scorsi aveva parlato di momenti “di grande partecipazione democratica” a cui i rappresentanti dell’amministrazione scolastica avrebbero potuto anche partecipare.

“Più che di occupazioni e sacchi a pelo – ha detto Toccafondi il 3 dicembre, a margine della presentazione del rapporto Almadiploma – vorrei sentir parlare dei ragazzi che hanno spalato il fango a Genova, di quelli che sabato scorso erano fuori dai supermercati per la giornata della Colletta alimentare o di coloro, e sono tanti, impegnati, assieme ai loro insegnanti, sul fronte della legalità”.

Il sottosegretario vorrebbe, quindi, che l’attenzione e i dibattiti vengano dirottati su altre questioni che coinvolgono gli studenti e il mondo della scuola.

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“Vorrei che si parlasse d’altro perché di ‘bello’ nella scuola c’è molto. Personalmente delle occupazioni – ha aggiunto Toccafondi – ho un ricordo negativo. Ho finito la scuola negli anni della ‘Pantera’ e allora c’erano minoranze violente, che non facevano parlare chi non era d’accordo con loro”. “I ragazzi hanno voglia di imparare, di capire, hanno bisogno di ‘maestri'” ha concluso il sottosegretario. Assicurando, però anche lui, la disponibilità al confronto.

 

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