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15.09.2026

Ocse Pisa 2025, perché l’Italia è un’eccezione? Lo spiega Schleicher (direttore settore istruzione)

L’ultimo rapporto Ocse segnala un calo generale e costante degli apprendimenti dei quindicenni in Europa, ma l’Italia rappresenta un’eccezione. Lo spiega Andreas Schleicher, direttore del settore istruzione dell’Ocse, in un’intervista a ItaliaOggi in cui analizza le cause del declino europeo e il ruolo del digitale e dell’intelligenza artificiale nella scuola.

L’eccezione italiana

“Il calo registrato in gran parte dell’Europa è stato più marcato rispetto a quello osservato in altre regioni del mondo. L’Italia rappresenta una notevole eccezione”, afferma Schleicher, sottolineando come il nostro Paese abbia migliorato la propria posizione in lettura, matematica e scienze rispetto al 2018. Per lo statistico tedesco non esiste un unico fattore esplicativo, ma “certamente una maggiore serietà didattica, una maggiore focalizzazione e una maggiore coerenza” hanno avuto un ruolo, insieme a una diagnostica di qualità attraverso l’Invalsi e a misure mirate come Agenda Sud, che ha contribuito a ridurre il divario tra Nord e Sud.

Le cause del declino

Tra le cause del calo generale, Schleicher indica il passaggio dalla lettura per piacere alla lettura digitale e l’indebolimento del sostegno familiare, che non significa “trascorrere tre ore ogni sera a fare i compiti”, ma dimostrare interesse per ciò che i figli studiano. Determinante anche l’uso della tecnologia: un impiego moderato è associato a risultati migliori, ma quando supera le tre ore al giorno il rendimento comincia a peggiorare, soprattutto se i dispositivi vengono usati per attività ricreative durante l’orario scolastico.

Intelligenza artificiale e lettura cartacea

Sull’IA, Schleicher è netto: “Non ci rimettiamo in forma guardando lo sport, ma facendo sport. Allo stesso modo, l’apprendimento riguarda sempre il coinvolgimento cognitivo e lo sforzo”. Per questo raccomanda quadri di riferimento chiari sull’uso dell’IA a scuola, evitando che diventi un «oracolo» per gli studenti più giovani. Quanto alla lettura cartacea, i dati Pisa mostrano che i risultati migliori appartengono a chi legge libri di oltre 100 pagine, capaci di sviluppare la costruzione di rappresentazioni mentali complesse, in linea con il ritorno alla carta e alla scrittura a mano previsto dalle nuove Indicazioni nazionali volute dal ministro Valditara.

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