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Prima Ora - Notizie del 28 luglio

28.07.2026
Aggiornato alle 09:55

“Odissea” di Christopher Nolan stroncata dal prof. Maggi (che cita Fantozzi e “La corazzata Kotiomkin”)

“Il mio primo pensiero subito dopo essere uscito dal cinema è stato questo: è una ca**ta pazzesca”. Non usa mezzi termini Andrea Maggi, docente e personaggio televisivo, per commentare “Odissea” di Cristopher Nolan, uscito al cinema nei giorni scorsi e finito al centro del dibattito pubblico. Un’opinione negativa, la sua, tanto da citare la celebre scena de “La corazzata Kotiomkin”, tratta dal film “Il secondo tragico Fantozzi”, nel quale il ragioniere interpretato da Paolo Villaggio demolisce un preteso capolavoro del cinema espressionista russo.

“Per carità, trarre un film dall’Odissea non è affatto semplice“, ha detto Maggi in un post affidato ai social. “Nemmeno in passato ci sono state delle trasposizioni del tutto convincenti. L’unica ancora abbastanza buona è quella con Kirk Douglas. Del resto è come fare un film sulla Bibbia, non si riuscirebbe mai ad accontentare tutti quanti. Per questo dico che certe licenze, certe inesattezze, anche certe stupidaggini, se contestualizzate, se motivate, quando si maneggiano testi così importanti possono avere il loro perché. Ma qui il film fa acqua da tutte le parti, se mi concedete questa allegoria marinaresca“.

“Il problema principale di questo film”, argomenta il docente, “è che è inutilmente lungo e terribilmente noioso. Una nota di merito, Anne Hataway, Charlize Theron e soprattutto Matt Damon sono attori straordinari e interpretano benissimo i loro personaggi, nonostante una scrittura evidentemente non all’alterzza. Nel senso che Ulisse, per esempio, a tratti è stupido, come quando entra nella grotta di Polifemo e ordina di accendere un fuoco e il fuoco è già acceso o quando fa costruire il cavallo di Troia sulla riva del mare, senza tener conto che il cavallo con il suo peso affonderà nella sabbia, causando l’annegamento di alcuni dei suoi compagni che sono nascosti nella pancia del cavallo con lui“.

“Tralasciando le scelte politically correct, su cui avrei molto da dire, un testo come l’Odissea non è affatto facile”, ribadisce Maggi, che insegna italiano, storia e geografia. “Il punto è che non mi è chiaro dove Nolan volesse andare a parare. Il suo non è un Ulisse pacifista che ripudia la violenza, giacché schifa i massacri a Troia, ma poi, una volta tornato a Itaca, fa strage di proci. Non è astuto perché sembra che i suoi compagni muoiano solo e unicamente per le sue inadempienze. Non è un ingannatore, anzi si lascia fregare da tutti. E questa Odissea non è nemmeno attualizzata“.

“Tra l’altro Menelao, il marito di Elena, non avrebbe mai osato rivolgersi in modo inappropriato a sua moglie, che nel film è brutalmente sfregiata”, sottolinea il docente, “per il fatto che è lei la regina titolare del regno ed è grazie a lei che lui regna su Sparta, essendo Elena la figlia di Tindaro. Menelao e Agamennone sono in realtà due uomini rozzi e avidi saliti al potere nelle due città più importanti, Micene e Sparta, solo grazie ai loro matrimoni ben combinati con Clitennestra e appunto Elena. Agamennone non è affatto quella figura carismatica in stile Darth Fenner che Nolan dipinge”.

“Una cosa importante che mi ha proprio mi ha fatto arrabbiare, i greci non si inchinavano mai davanti a nessuno, nemmeno davanti ai loro re”, dice ancora Maggi. “Figuriamoci se Ulisse, un re lui stesso, si sarebbe mai inchinato, genuflesso dinanzi a un altro re. Nemmeno davanti ad Agamennone. Non sta né in cielo né in terra, caro Nolan, dai, si sa, capita a tutti. Anche Stanley Kubrick ha fatto ‘Eyes Wide Shut‘”, conclude il professore, “per cui Arthur Schnitzler, l’autore di ‘Doppio Sogno’, il romanzo a cui il film è tratto, si sta ancora girando nella tomba”.

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