Qualche giorno fa abbiamo parlato della decisione di una dirigente scolastica di un istituto pugliese: non andare in ferie d’estate ma ad ottobre, lavorando dal lunedì al venerdì anche a luglio e ad agosto. La donna ha spiegato la sua filosofia a La Repubblica.
“Ho maturato quest’idea da un po’ di tempo perché d’estate bisogna chiudere un anno scolastico e avviare l’altro. Ci sono emissioni normative, immissioni in ruolo, le rendicontazioni. Bisogna predisporre l’anno nuovo in un periodo in cui sono numerosi gli adempimenti a cui far fronte. In più c’è anche un discorso di rispetto nei confronti dei collaboratori”.
“Devo usufruire delle ferie in rapporto alla presenza del docente delegato, chiamato a sostituire il dirigente in sua assenza. Il docente in sostanza dovrebbe prestare servizio in mia assenza d’estate. E comunque la reperibilità è continua dovendo io firmare le carte, perché il docente delegato non ha il potere di firma”, ha spiegato.
“I nostri ambienti sono climatizzati, e ci consentono di svolgere tutte le attività: ci sono le assegnazioni provvisorie, si incontrano i docenti che prendono servizio a settembre e gradiscono, o hanno la cortesia, di presentarsi prima, anche per un discorso di dialogo con l’istituzione. Ritengo che essere in servizio anche d’estate possa essere utile per la scuola e come forma di rispetto dei docenti e dello staff”.
“Non possiamo presentarci il primo settembre e dire: ora cosa facciamo? Anche perché i giorni di settembre sono molto intensi tra le assunzioni in servizio, la formazione delle classi, i colloqui con i genitori e con i vari enti preposti ai percorsi di inclusione”.
Proprio qualche giorno fa abbiamo parlato del tema delle ferie dei dirigenti scolastici. Molti dirigenti scolastici in questi torridi giorni di luglio sono impegnati a presiedere, in alcuni casi, gli esami di idoneità degli alunni. Il sindacato Dirigentiscuola ha scritto a Valditara per esporre alcune problematiche legate a questo adempimento.
Ecco il loro comunicato del 21 luglio, in cui si chiede un intervento urgente: “I dirigenti scolastici rischiano di vedere compromesso il diritto costituzionale alle ferie a causa del sovrapporsi degli adempimenti amministrativi estivi e degli incarichi obbligatori previsti dal DM 218/25 in materia di Esami di idoneità (il problema è maggiormente sentito per le scuole paritarie, ma riguarda anche i casi previsti dall’art. 5 per le scuole statali), per i quali molti DS – anche dopo aver comunicato le ferie – sono stati letteralmente ‘precettati’ dagli USR, spesso anche con toni perentori e intimidatori”.
Secondo l’Associazione sindacale dei dirigenti scolastici, una volta conclusi gli Esami di Maturità i dirigenti non possono ancora usufruire del periodo di riposo, essendo impegnati nelle attività di gestione e rendicontazione dei progetti PNRR e PON 2021-2027, caratterizzate da scadenze stringenti che richiedono una presenza costante. A questo si aggiunge l’obbligo di presiedere le commissioni degli esami di idoneità presso le scuole paritarie e presso le istituzioni statali nei casi statuiti dall’art. 5 del DM 218, un incarico che non può essere rifiutato se non per documentati impedimenti.