Per più di un secolo e mezzo ha accompagnato il percorso di studenti, professionisti e semplici lettori. Adesso la storica libreria Hoepli di Milano, attiva da ben 156 anni, rischia la chiusura, a causa di una situazione di mecato divenuta ormai insostenibile. Una possibilità che ha lasciato l’amaro in bocca a molti utenti, che hanno deciso di dare un segnale attraverso la rete. Da qui l’avvio di una petizione, affidata a Change.org, che in poco tempo ha raggiunto quota 15mila firme. Con un solo obiettivo: chiedere al Comune di Milano “di riconoscerne il valore storico concedendole lo status di ‘bottega storica’, uno strumento concreto per proteggerla e garantirne il futuro“.
“Hoepli è più di una semplice libreria”, si legge nel testo della petizione, “è un luogo di cultura e conoscenza. Questa storica libreria ha visto passare generazioni di lettori appassionati, studenti, architetti, ingegneri e medici. Ha servito come baluardo culturale, un luogo dove si respira l’odore inconfondibile dei libri e si sente l’eco delle idee condivise. Hoepli non è solo un negozio; è un pezzo vitale della storia e dell’anima di Milano. In un’era in cui il digitale e la globalizzazione minacciano i nostri punti di riferimento culturali locali, è imperativo che ci impegniamo a proteggere questo patrimonio. Le grandi città di tutto il mondo proteggono i loro luoghi simbolici e presidi culturali, e Milano dovrebbe fare lo stesso”.
“Chiediamo con urgenza al Comune di riconoscere il valore storico-culturale della libreria concedendole lo status di ‘bottega storica'”, proseguono gli autori dell’iniziativa. “Questo riconoscimento potrebbe non solo evitare la sua chiusura, ma anche attrarre supporto sia economico che comunitario per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo. Per proteggere Hoepli, il Comune potrebbe considerare incentivi fiscali, supporto governativo o collaborazioni con istituzioni culturali o aprire un dialogo con i proprietari per valutare come tenerla viva. Alla luce della crisi economica attuale”, conclude l’appello, “tali misure non solo conserveranno uno spazio di cultura ma rafforzeranno il tessuto sociale e culturale della nostra città”.