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Ogni ricorso è una storia, non uno slogan

La Fondazione Irene accoglie con soddisfazione la recente sentenza del TAR del Lazio (depositata il 4 settembre 2025), che ha annullato la bocciatura di una studentessa con sei insufficienze, a fronte della mancata applicazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) previsto dalla normativa in materia di DSA.
Non si tratta di un fatto isolato: anche in anni recenti, e ancora nel 2025, i TAR di Valle d’Aosta, Campania e Latina hanno annullato decisioni di non ammissione quando non era stata garantita la corretta applicazione dei diritti previsti per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento o altre neurodivergenze.

La Fondazione Irene esprime dunque pieno sostegno a queste decisioni, perché restituiscono alle famiglie il riconoscimento di un diritto fondamentale: l’accesso equo all’istruzione e il rispetto delle neurodiversità. Allo stesso tempo, ritiene importante sottolineare due aspetti che meritano attenzione.
Il primo riguarda la qualità dell’informazione: spesso le notizie relative ai ricorsi al TAR vengono riportate in modo incompleto o con toni sensazionalistici, senza cogliere il carattere unico e individuale di ogni storia. Dietro a una sentenza ci sono persone, famiglie, relazioni, percorsi di crescita che non possono essere ridotti a slogan o semplificazioni.
Il secondo aspetto riguarda il rischio che le aspettative delle famiglie vengano mercificate. Negli ultimi anni si sono moltiplicati servizi che propongono scorciatoie legali o ricorsi “facili”, prospettando soluzioni rapide che in realtà non tengono conto della complessità delle situazioni. La Fondazione, attraverso il suo sportello legale, offre invece un supporto gratuito di orientamento normativo, strategico e operativo, accompagnando le famiglie a valutare ogni situazione con lungimiranza e sensibilità, ed evitando semplificazioni che rischiano di trasformarsi in false speranze, frustrazioni o spese aggiuntive, sempre nel rispetto dei diritti e delle individualità.
La comunicazione educativa non può essere paragonata a quella di un prodotto: i ragazzi non sono “target” o “casistiche”, ma persone in crescita che meritano rispetto, cura e responsabilità.

Per questo la Fondazione Irene reitera il diritto delle famiglie a difendere i diritti dei propri figli, supportandole con strumenti concreti e con un approccio sobrio, umano e professionale, che salvaguardi la dignità dei percorsi individuali e non alimenti illusioni dannose ed eticamente e deontologicamente inaccettabili.

Ufficio stampa Fondazione Irene Ets

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