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Ok agli scatti di anzianità, ma pagati con il fondo di istituto

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  • GUERINI

Ormai è quasi certo: gli scatti di anzianità potranno essere ripristinati ma solo a condizione di attingere le risorse dal fondo di istituto.
I risparmi derivanti dai tagli degli organici sarebbero stati infatti largamente inferiori alle attese: il MEF ha certificato finora 87 milioni di euro di risparmi e non sembra affatto intenzionato ad aumentare questo tetto.
Ma siccome di milioni ne servono almeno 350 se si vogliono davvero garantire gli scatti bisognerà pensare ad altre fonti di finanziamento.
I fondi destinati al funzionamento amministrativo e didattico delle scuole e quelli per sostenere l’ampliamento dell’offerta sono già stati falcidiati negli ultimi anni e ridotti ormai al lumicino.
Proprio per questo il Ministero ha proposto ai sindacati di attingere al fondo di istituto che attualmente serve a retribuire il maggior impegno del personale docente e Ata.
Sembra che i tecnici del Miur abbiano già anche fatto qualche conto.
Per il 2012 potrebbe “saltare” la quota di fondo relativa al terzo quadrimestre (settembre/dicembre 2012) che sarebbe dovuta servire per pagare i compensi dell’anno scolastico 2012/2013.
In pratica questo significa che una scuola di medie dimensioni che oggi riceve 120mila euro al netto degli oneri a carico dello Stato, a partire dal prossimo anno scolastico dovrebbe fare i conti con una riduzione di 40mila euro.
Ma, per poter garantire il riconoscimento degli scatti anche negli anni successivi, a partire dal 2013 il fondo potrebbe essere addirittura dimezzato.
I sindacati, ovviamente, non ci stanno ma al momento attuale non si vedono all’orizzonte soluzioni alternative.
Un taglio così pesante del fondo di istituto rappresenterebbe la fine dell’autonomia scolastica già messa in crisi in questi anni dalle riduzioni di organico e di risorse finanziarie ordinarie.
Nei prossimi giorni le parti si incontreranno ancora, ma la conclusione della vicenda sembra ormai segnata.
A meno che il Ministro Profumo non riesca a tirar fuori dal cilindro un improbabile “tesoretto”.