Un’opera d’arte di rilevanza nazionale, rimasta “dimenticata” per anni in una scuola e ora riscoperta dagli studenti. I quali ne chiedono la valorizzazione e il restauro, per fare in modo che possa essere apprezzata anche dal pubblico. È accaduto a Modena, nella scuola secondaria di primo grado ’Pasquale Paoli’, dove agli alunni della classe 2G hanno identificato un’opera di Giuseppe Zigaina, uno dei maggiori artisti italiani del Novecento. “Ogni mattina entriamo a scuola passando davanti ad un grande mosaico situato al piano terra”, scrivono i ragazzi, citati dal Resto del Carlino. “Per molti di noi, fino a poco tempo fa, era solo ’quel muro con le figure’. Oggi sappiamo che è un’opera d’arte importante, realizzata nel 1960”.
“L’opera, realizzata con l’aiuto dei mosaicisti della Scuola di Spilimbergo, si intitola ’La realtà e i sogni’ ed è composta da tessere ceramiche“, proseguono gli studenti. “Osservandola con attenzione, si notano persone, animali e scene diverse: una madre con un bambino che dorme, una persona che legge, ma anche immagini che richiamano la guerra e la sofferenza. È come se l’artista avesse voluto raccontare, nello stesso spazio, la vita quotidiana insieme ai sogni, alle paure e ai ricordi del suo tempo”. La presenza del mosaico nella scuola, aggiungono, non è casuale. “Negli anni ’50 e ’60 lo Stato incoraggiava l’inserimento dell’arte negli edifici pubblici. Una legge, chiamata ’legge del 2%’ stabiliva che una parte dei fondi destinati alla costruzione di scuole, ospedali e uffici pubblici dovesse essere usata per opere artistiche. L’idea era semplice: portare la bellezza nella vita di tutti i giorni, non solo nei musei”.
“Purtroppo questa creazione si trova in una zona poco illuminata, pertanto la visibilità è compromessa e i colori sono alterati”, scrivono ancora gli alunni del “Poli”. “Ci piacerebbe che in futuro l’opera potesse essere valorizzata almeno con un’illuminazione adeguata, ma anche con un restauro delle tessere mancanti”. Una scoperta preziosa, insomma, quella dei ragazzi. “Ci ha colpito pensare che un’opera così importante si trovi proprio dentro una scuola, la nostra scuola, e non in un museo lontano, ma in un luogo che viviamo ogni giorno. Studiare questo mosaico ci ha insegnato che l’arte non è solo qualcosa da leggere sui libri: è qualcosa da guardare, interpretare e vivere”, concludono. “Ora passando davanti a quel muro, non vediamo più solo delle figure. Vediamo una storia che parla anche a noi“.