Nel cuore di Brancaccio, il quartiere che porta ancora i segni profondi del potere di Cosa Nostra, qualcosa è cambiato. I Magazzini Brancaccio, per anni simbolo del controllo mafioso sul territorio, sono stati restituiti alla comunità e affidati al liceo Danilo Dolci di Palermo.
Milleottocento metri quadrati recuperati, ristrutturati e rimessi a disposizione degli studenti e dell’intero quartiere. Grazie a un finanziamento di 350 mila euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr 2021-2027), la Regione Siciliana ha trasformato l’area in un centro polifunzionale: una palestra, un caffè letterario aperto anche in orario extrascolastico, uno spazio per convegni. Nel 2023 era già stato inaugurato un campo di calcio, ora dotato di impianto di illuminazione grazie alla Città metropolitana di Palermo. La scuola ha inoltre avanzato richiesta per realizzare un cine-teatro da cento posti. All’inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Renato Schifani, l’assessore all’Istruzione Mimmo Turano, il direttore dell’Usr Sicilia Filippo Serra e il dirigente scolastico Matteo Croce. “Quando le istituzioni riescono a risarcire la società del danno che la mafia ha inflitto, vinciamo tutti”, ha dichiarato Schifani.
Non è un caso che questa storia si svolga a Brancaccio. È qui che don Pino Puglisi ha vissuto, ha lavorato con i giovani del quartiere e ha pagato con la vita la sua scelta coraggiosa. L’assessore Turano lo ha ricordato citando le sue parole: “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”. Un messaggio che, a distanza di decenni, continua a orientare l’azione delle istituzioni. I Magazzini Brancaccio diventano così non solo uno spazio fisico, ma un simbolo: la dimostrazione concreta che sottrarre beni alla criminalità e restituirli alla collettività è possibile, e che la scuola può essere il motore di questo cambiamento.