Prima ora | Notizie scuola del 27 maggio 2026

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27.05.2026

Calendario scolastico, 97 giorni di pausa didattica in estate in Italia: vacanze da redistribuire o c’è troppo caldo per farlo?

Dopo la decisione dell’Emilia Romagna di aprire le scuole il 31 agosto proponendo agli alunni attività alternative allo studio (è una sperimentazione su base volontaria), per venire incontro ai genitori lavoratori, si è scatenato un dibattito acceso in merito alla possibilità di ristudiare il calendario scolastico.

Il calendario scolastico va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, oltre che delle famiglie? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico, tra cui anche dei genitori di studenti.

La petizione e il “summer learning loss”

La scuola è destinata quindi a rimanere immobile ai cambiamenti sociali? Al momento pare di sì, nonostante c’è chi si batte da tempo per cambiare il calendario scolastico. Questo è il caso del duo di mamme attiviste Mammadimerda, che anni fa ha lanciato una petizione proprio per smuovere le acque su questo fronte.

La petizione chiede l’apertura delle scuole anche nei mesi di giugno e luglio con attività extra scolastiche e conseguente rimodulazione delle pause durante l’anno. In modo particolare, viene denunciato il fenomeno del “summer learning loss”, cioè la perdita di competenze durante l’estate.

I dati Eurydice

Secondo gli ultimi dati forniti da Eurydice, relativi all’anno scolastico 2025/2026, l’Italia è al primo posto dei Paesi europei per numero di giorni di vacanze estive (97 giorni) e all’ultimo per numero di giorni di pausa durante l’anno (15).

Già nel 2023 il rapporto Eurydice dal titolo “The organisation of school time in Europe” denunciava la stessa cosa: nella maggior parte dei sistemi educativi europei, gli studenti hanno a disposizione, durante il periodo estivo, tra le 8 e le 12 settimane di vacanza: si va dalle non più di 8 settimane nella Comunità francese del Belgio, in Danimarca, in alcuni Länder tedeschi, Francia, Paesi Bassi, alcuni cantoni svizzeri, Liechtenstein e Norvegia, fino a periodi di vacanza superiori alle 12 settimane in Irlanda, Grecia, Lettonia, Malta, Portogallo, Albania, Islanda e nella maggior parte delle regioni italiane.

Scuole troppo calde in estate

Ma le scuole sono pronte ad un eventuale redistribuzione delle pause didattiche? Ciò significherebbe ridurre le vacanze estive e quindi portare in classe docenti e studenti anche in alcune porzioni dei mesi più caldi dell’anno.

Al momento però si tratta di qualcosa di difficilmente praticabile: gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.

E già in questi giorni, a fine maggio, molte città italiane sono da bollino arancione se non rosso, con temperature fino a 30 e 35 gradi.

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