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Panini (Cgil-Flc): sto con Berlinguer, non con Fassino

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Farà certamente discutere la decisione di Enrico Panini, segretario nazionale di Cgil-FLC, di sostenere apertamente una delle 4 mozioni sulle quali si sta sviluppando il confronto politico all’interno dei Democratici di Sinistra in vista del III Congresso nazionale in programma per il prossimo mese di febbraio.
Panini, insieme con i segretari nazionali di altri sindacati di categoria aderenti alla Cgil, è sceso in campo a sostegno della mozione Mussi-Berlinguer che – sulla scuola – propone obiettivi inequivocabili:

– fermare la legge sullo stato giuridico dei docenti
– abrogare la legge 53 che, si legge nel documento, "ha reintrodotto una scuola di classe di stampo ottocentesco, nega la Costituzione, riduce il tempo scuola"
– generalizzare la scuola dell’infanzia, il tempo pieno nelle elementari e il tempo prolungato alle medie
– portare l’obbligo scolastico a diciotto anni

Ma, cosa sostengono – a proposito di scuola – le altre 3 mozioni?
Cesare Salvi è vicino alle posizioni di Mussi e di Berlinguer anche se non parla espressamente di abrogazione della legge 53 e si limita a sostenere la necessità di sostituirla con una legge "innovativa anche rispetto agli anni del centro-sinistra", mentre sui problemi del personale sottolinea che "devono essere valorizzati e non mortificati, come ha fatto la destra, i docenti delle scuole pubbliche di ogni livello, che svolgono con passione e impegno una funzione decisiva per il futuro dell’Italia".
Nulla dicono sulla "legge Moratti" né la cosiddetta "mozione degli ecologisti" né quella del segretario uscente Piero Fassino che dedica ai problemi della scuola una delle 24 "tesi" congressuali, precisamente la decima "Investire sulla conoscenza".
La posizione del segretario uscente è molto meno radicale di quella di Mussi e Berlinguer e, in estrema sintesi, fa riferimento a:

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– valorizzazione della formazione permanente
– attenzione alla scuola dell’infanzia che deve essere considerata "una priorità di un moderno welfare"
– innalzamento dell’obbligo scolastico, "con una organizzazione dei cicli che accresca il bagaglio culturale  e professionale degli studenti";
– istituzione di  "un sistema di valutazione della qualità della formazione e dell’apprendimento che non affidi le opportunità professionali al solo valore legale del titolo di studio";
– miglioramento dei livelli di professionalità degli insegnanti, "sia attraverso un piano nazionale di formazione, sia attraverso criteri rigorosi per la loro selezione e il loro reclutamento".


L’impressione è che Cgil-FLC voglia in qualche misura condizionare gli esiti del III Congresso dei DS; il successo dello sciopero del 15 novembre potrebbe rappresentare un sostegno indiretto alle posizioni radicali interne ai Democratici di Sinistra: una forte adesione alla protesta sindacale indebolirebbe di fatto le tesi di Fassino e renderebbe più forte l’ipotesi "abrogazionista" di Mussi e Berlinguer.

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