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Part-time verticale dei docenti: per qualcuno è una vera ingiustizia, ma si tratta di una norma contrattuale

Vi scrivo per accendere i riflettori su una vera e propria ingiustizia che colpisce chi lavora nella scuola con un contratto di part-time verticale.

​A differenza del part-time orizzontale (in cui la prestazione è distribuita su tutti i giorni con orario ridotto), il part-time verticale concentra l’attività su alcuni giorni della settimana, lasciando le restanti giornate del tutto prive di prestazione lavorativa e, di conseguenza, di retribuzione.

​Mentre in qualsiasi altra Pubblica Amministrazione il “giorno libero” del part-time verticale è tutelato al 100% e il lavoratore non ha alcun vincolo di subordinazione o disponibilità verso l’ente, la normativa del comparto scuola crea un corto circuito paradossale:

​Stipendio tagliato ma obblighi intatti: Il MEF/NoiPA applica regolarmente la decurtazione dello stipendio per i giorni non lavorati. Tuttavia, l’impostazione normativa del quadro scolastico continua a considerare il docente vincolato alle attività collegiali (collegi dei docenti, dipartimenti, programmazioni) anche se queste ricadono nei giorni di non insegnamento, nei quali il dipendente non è pagato.

​L’assurdo dei permessi nei giorni non retribuiti: Il paradosso diventa totale quando, per non presenziare a una riunione convocata nel proprio giorno di part-time verticale, la disciplina scolastica impone di dover “prendere un giorno di permesso o di ferie”. Risulta incomprensibile sul piano giuridico dover richiedere o consumare un permesso per giustificare l’assenza in un giorno in cui, da contratto, non si percepisce alcuna retribuzione.

​Non si tratta di casi isolati, ma di un problema strutturale della normativa scolastica che non riconosce la natura stessa del part-time verticale, trasformandolo di fatto in un “full-time a stipendio ridotto”. Nei giorni non lavorativi il dipendente dovrebbe essere esentato da ogni vincolo, esattamente come avviene negli altri settori dello Stato.

​Spero che questa mia segnalazione possa trovare spazio sulle vostre pagine per sollecitare una revisione normativa e contrattuale che restituisca dignità e coerenza al lavoro a tempo parziale nella scuola.

Maria Rita Napoli

Alla lettrice (e a quanti sono interessati all’argomento) facciamo osservare che le norme sul part-time dei docenti sono regolate dal Contratto Nazionale di Lavoro e precisamente dall’art. 39 del CCNL 2006-2009 confermato dal più recente Contratto sottoscritto nel gennaio 2024 (R.P.)

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