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Parte la seconda fase della selezione per i laboratori territoriali

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Il Miur, scrive in una nota, che l’adesione delle scuole al bando per i laboratori territoriali previsti dalla legge “Buona Scuola” è stata altissima.

A settembre la ministra Giannini aveva emanato un avviso da 45 milioni per l’attivazione di questa nuova tipologia di laboratori che dovranno essere aperti al territorio, anche in orario extrascolastico, e che saranno vere e proprie palestre di innovazione e incubatori di idee.

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Ad oggi, alla chiusura del bando, sono 529 i progetti pervenuti mentre la  maggior parte provengono da Campania (94), Sicilia (72), Lazio (48), Puglia (47), Lombardia (42); 151 sono le proposte (per un totale di oltre 1.000 scuole coinvolte) che hanno passato il vaglio della commissione valutatrice e che parteciperanno alla seconda fase del bando.

Oggi e mercoledì prossimo le istituzioni scolastiche selezionate saranno coinvolte in un workshop presso il Ministero dell’Istruzione, a Roma per dare alle scuole l’opportunità di incontrare gli esperti del Miur per discutere criticità e punti di forza delle loro proposte, riceveranno consigli per valorizzarle e indicazioni pratiche per realizzare i progetti.

Al termine di queste sessioni gli ideatori dei 151 progetti dovranno presentare il piano completo e dettagliato per la realizzazione dei loro laboratori. La commissione valutatrice stabilirà chi potrà accedere al finanziamento. Saranno 60 i laboratori finanziati per un massimo di 750.000 euro ciascuno. “I laboratori territoriali – sottolinea la ministra Stefania Giannini – rappresentano una novità importante per il nostro sistema scolastico e le adesioni al bando sono una chiara dimostrazione di quanto ci fosse bisogno di questo tipo di innovazione, di quanto la scuola sia pronta ad aprirsi al territorio, ad interagire con la realtà che la circonda per offrire nuove forme di apprendimento ai nostri studenti, il sapere insieme al saper fare. Stiamo costruendo una risposta concreta al tema della disoccupazione giovanile e alla dispersione. Ma non solo. Stiamo offrendo ai nostri ragazzi spazi dove mettere in pratica le loro idee, dove allenarsi al futuro”.

 

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Ristoranti ‘digitali’, dove, dalla cucina alla sala, la tecnologia diventa centrale per ottimizzare il servizio, serre high tech dove si studia come affrontare le diverse condizioni atmosferiche per garantire il raccolto, fab lab, piccole officine tecnologiche: sono alcune delle tipologie di laboratorio su cui puntano le scuole e i ragazzi partecipanti. I laboratori lanciati dalla Buona Scuola hanno l’obiettivo di combattere la dispersione scolastica, di essere spazi dove fare percorsi di alternanza scuola-lavoro, di orientamento e dove lanciare idee innovative.

I laboratori nascono da reti di scuole e dalla sinergia con gli Enti Locali e i privati. Il 90% delle proposte selezionate presenta una quota di cofinanziamento molto elevata da parte di Enti Locali e di soggetti pubblici e privati del territorio. Di queste il 20% presenta addirittura un cofinanziamento superiore alla metà del contributo del Miur. Un chiaro segnale del successo di questa iniziativa che ha riscosso successo presso le scuole, ma anche, e soprattutto, presso le realtà territoriali, dagli Enti locali, alle Camere di commercio, passando per associazioni, fondazioni e università.