“Alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, non posso che condividere l’appello sollevato da Anief e dal suo presidente Marcello Pacifico relativo al sistema previdenziale del comparto istruzione. L’elevato livello di burnout, unito allo stress biologico e burocratico che caratterizza l’attività quotidiana in aula e nelle segreterie, richiede un intervento normativo non più differibile”. A dichiararlo è la senatrice del M5s Vincenza Aloisio, che ha in tal modo aderito alla richiesta del sindacato rappresentativo di “riconoscimento del burnout, quindi di una professione usurante e l’anticipo pensionistico a 60 anni” che alla luce dei dati crescenti di stress da lavoro correlato tra i lavoratori della, insegnanti e personale Ata, sempre per l’Anief, “non possono essere rimandati sine die”.
La senatrice pentastellata ricorda che “l’Italia registra una delle classi docenti più anziane d’Europa, perciò mantenere l’età pensionabile alle soglie dei 67 anni per chi deve gestire dinamiche educative complesse rischia di compromettere sia la salute del personale sia l’efficacia dell’offerta formativa. È una contraddizione logica riconoscere la qualifica di lavoro gravoso solo ai docenti dell’infanzia: lo stress da lavoro correlato riguarda l’intero corpo docente di ogni ordine e grado e il personale ATA”.
Secondo Aloiso i tempi per introdurre il provvedimento non devono essere lunghi. Anzi, sostiene che già “in vista della definizione della prossima Manovra economica e del confronto autunnale tra Esecutivo e parti sociali, è fondamentale che il Governo superi la logica delle rigide chiusure e ad accolga questa proposta di buon senso”.
Quindi, continua la parlamentare del M5s, “è necessario garantire” per il personale della scuola “un canale di pensione anticipata a partire da 60 anni di età o con 35 anni di contributi senza penali economiche, prevedere la neutralizzazione dei costi di riscatto della laurea per chi ha svolto la carriera nella scuola e introdurre una pensione di garanzia a tutela dei lavoratori penalizzati da lunghi periodi di precariato”.
“Tutelare il benessere di chi lavora nella scuola – conclude la senatrice del M5s – rappresenta un dovere istituzionale indispensabile per garantire la qualità del nostro sistema di istruzione pubblica”.
Di recente, l’Ufficio Studi del sindacato Anief ha anche verificato che le coperture economiche per l’uscita anticipata dal lavoro dei dipendenti della scuola non sono impossibili da raggiungere.
“Per finanziare la pensione anticipata per il personale scolastico, senza riduzioni di assegno o penalizzazioni – ha detto Marcello Pacifico – si potrebbe utilizzare una parte del ‘tesoretto’ INAIL pari a 47 miliardi: di questo ne basterebbero 10, quindi poco più di un quinto. Inoltre, si potrebbe separare la spesa sociale dal bilancio INPS del pagamento degli assegni. Perché lo stress da lavoro correlato è una patologia professionale che va riconosciuta”, ha concluso il sindacalista.