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Aggiornato il 04.01.2026
alle 18:59

Scuole paritarie, dal Governo Meloni record di finanziamenti e bonus. La Fism ringrazia: lo aspettavamo da anni. Protestano M5s e Pd

Il Governo Meloni non poteva restare indifferente alle esigenze delle scuole paritarie: alla quarta Legge di Bilancio consecutiva ha prodotto il massimo sforzo, destinando a fine 2025 ben 30 milioni di euro per gli istituti d’infanzia non statali, 21 milioni specifici per quelli paritari e 37 milioni per il sostegno agli alunni con disabilità iscritti in questo genere di scuole.

Sempre dalla Legge di Bilancio 2026 è arrivato – su spinta dei Noi Moderati e dell’ex ministra Mariastella Gelmini – il cosiddetto “Buono scuola” (per una spesa totale di 20 milioni di euro) che prevede fino a 1.500 euro per le famiglie a basso reddito (fino a 30mila euro di Isee) che vogliono iscrivere i figli alle scuole paritarie di primo grado o al primo biennio di secondo grado. Con il voucher che potrà essere cumulabile con i contributi regionali fino a un massimo di 5mila euro. Inoltre, si conferma l’esenzione del pagamento dell’Imu per le sedi delle scuole paritarie, come pure lo stanziamento di 288 milioni per il fondo sistema integrato zero-sei anni.

Un supporto – già presente da tempo in Lombardia, grazie alla Regione – che per molte strutture paritarie ha tutta l’impressione di essere vitale: va infatti ricordato che a seguito dei problemi derivanti dal Covid, dalla riduzione di iscritti dovuta al calo demografico e dell’impoverimento del potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto per via dell’inflazione crescente, negli ultimi anni hanno chiuso i battenti circa 200 istituti paritari attivi in Italia.

Certo, già lo scorso anno i finanziamenti pubblici per tali istituti – a cui sono iscritti circa 800mila alunni, in larga prevalenza del primo ciclo – sono risultati comunque in crescita: in particolare, nel gennaio 2025 il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato due decreti che hanno destinato da più di 750 milioni di euro complessivi a favore delle scuole paritarie, di cui 400mila euro per il sostegno agli studenti con disabilità, con un aumento di 50 milioni di euro rispetto all’anno scolastico precedente.

Tra le associazioni che hanno espresso il loro ringraziamento all’esecutivo figura la Fism, la Federazione Italiana Scuole Materne, che rappresenta oltre 9mila realtà educative dove sono iscritti quasi mezzo milione di bambini e 40mila lavoratori.

Secondo Luca Iemmi, presidente nazionale della Fism, “nel 25esimo anniversario dell’approvazione della legge di parità 62/2000, l’incremento dei fondi per le scuole paritarie è un segnale davvero positivo nella direzione attesa da troppi anni. Viene finalmente riconosciuto il ruolo di sussidiarietà delle nostre realtà che in tutt’Italia – da nord a sud, spesso in aree dove non esistono scuole statali e costituiscono dunque gli unici presidi sociali – scolarizzano circa un terzo di tutti i bambini fra i tre e i sei anni”.

“In particolare – ha continuato il numero uno della Fism -, siamo grati per la stabilizzazione e l’incremento dedicato agli alunni con disabilità che accogliamo nelle nostre scuole, oltre alla conferma dei 288 milioni per il fondo sistema integrato zero-sei anni e alla conferma degli stanziamenti per le sezioni primavera, quelle con bambini tra i 24 e i 36 mesi d’età. Senza dimenticare, infine, la conferma in legge di quanto già previsto dalle istruzioni Imu circa l’esenzione per le scuole paritarie degli immobili in cui viene svolta attività scolastica, con rette inferiori – ha concluso Iemmi – al costo medio per bambino fissato ogni anno dal ministero dell’Istruzione e del Merito”.

Tutte considerazioni non condivise da diversi sindacati di settore, a partire dalla Flc-Cgil, ma soprattutto dall’opposizione politica, in particolare dal Movimento 5 stelle e dal Partito democratico, che lamentano troppa attenzione per le scuole paritarie e poca per quelle pubbliche, per le quali si prospetta, probabilmente, una tendenza al ribasso per gli investimenti sul lungo periodo (a partire dal 2027) e alla sostanziale conferma di quelli già presenti per quanto riguarda l’immediato (il 2026).

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