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Pensioni, 2 aprile Confederali in piazza: torniamo al contributivo, ma il Governo frena

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Sabato 2 aprile i sindacati scendono in piazza per chiedere di cambiare la legge Fornero sulle pensioni e rendere meno rigidi i criteri per l’uscita.

L’iniziativa è di Cgil, Cisl e Uil, che unite chiederanno al Governo “flessibilità per tutti“, “rispetto per fatica e lavori diversi”, per citare gli slogan che apriranno le manifestazioni di domani, a Roma, Napoli e Venezia.

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In piazza in mattina scenderanno i leader di Cgil, Susanna Camusso, a Venezia, di Cisl, Annamaria Furlan, a Roma, e Uil, Carmelo Barbagallo, a Napoli. Ma si prevedono “centinaia” di eventi, tra mobilitazioni e sit-in in diverse località d’Italia.

D’altra parte, sottolinea Furlan, mettere mano alla legge Fornero è “una priorità”, mentre Barbagallo sintetizza: “ormai l’Inps potrebbe chiamarsi ‘Istituto nazionale povertà sociale'”. Per questi motivi, i sindacati spingono anche per un ritorno dell’anzianità contributiva.

Sui volantini delle manifestazioni ci sarà scritto: “41 anni di contributi bastano“. Inoltre, il problema riguarda anche le nuove generazioni, visto che l’obiettivo è quello anche di “dare lavoro ai giovani“.

 

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Sulla possibilità di mettere mano al sistema, però, si continua a prendere tempo. Il Pd, a fine anno solare scorso, aveva detto in più occasioni che il 2016 sarebbe stato l’anno buono. Ora, invece, dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, arriva una doccia non proprio calda: “Mi auguro che ci siano le condizioni per cui, nella Legge di Stabilità per il 2017, questo tema possa trovare la sua risposta”, ha detto il responsabile del ministero del Lavoro, facendo intendere che di interventi concreti se riparlerà quindi tra quasi un anno. E non è nemmeno detto che basti.

Anche il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti parla di interventi difficili da realizzare. “Aumentiamo di 30 miliardi le tasse alle imprese, ai lavoratori e a chi in pensione c’è già? Basta demagogia da quattro soldi“.

Intanto, c’è già chi ha protestato per lo stesso motivo: il 1° aprile Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, indossando una felpa blu con la scritta ‘Stop Fornero’, si è presentato davanti la casa dell’ex ministro del Lavoro, a San Carlo Canavese, in provincia di Torino, per ribadire la sua contrarietà a quella riforma che ha definito più volte “infame”.

 

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