Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la nuova circolare, condivisa con l’INPS, che definisce le modalità di cessazione dal servizio per il personale scolastico a partire dal 1° settembre 2026.
Il documento, collegato al Decreto ministeriale n. 182 del 25 settembre 2025, fornisce tutte le indicazioni operative su scadenze, requisiti e procedure per accedere alla pensione o richiedere il trattenimento in servizio.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite POLIS, salvo eccezioni per il personale all’estero o delle province autonome, che potranno utilizzare modalità digitali o cartacee.
Per l’anno 2026 restano invariati i principali requisiti anagrafici e contributivi:
Sono confermate anche le possibilità di uscita con Quota 100, 102, 103, Opzione Donna e APE Sociale, purché i requisiti siano maturati entro le rispettive scadenze di legge.
Una delle questioni più delicate riguarda la data del compimento dei 67 anni:
Sono previste eccezioni che permettono la permanenza in servizio:
La Legge di Bilancio 2025 introduce una novità importante: il trattenimento in servizio oltre i 67 anni, ma non su richiesta del lavoratore. Sarà infatti l’amministrazione, in casi eccezionali e per esigenze organizzative specifiche, a poter disporre il prolungamento del servizio di alcuni dipendenti fino a un massimo del 10% delle facoltà assunzionali annuali.
Per la scuola, tuttavia, questa possibilità appare di difficile applicazione, poiché il contingente delle assunzioni viene definito solo a fine anno scolastico.
Restano invece due tipologie di trattenimento su istanza del lavoratore:
La circolare, inoltre, non menziona esplicitamente altre due ipotesi possibili:
Un altro cambiamento strutturale riguarda la fine del pensionamento d’ufficio a 65 anni, che in passato consentiva l’uscita automatica per chi avesse maturato il massimo contributivo (oltre 41 anni).
Con l’abolizione di questa norma, la maggior parte dei lavoratori si avvia oggi verso il pensionamento di vecchiaia a 67 anni, un limite destinato a crescere nei prossimi anni in base all’aspettativa di vita.
Questo ha creato non poca confusione: nel 2024 molti lavoratori, convinti di poter andare in pensione d’ufficio, non hanno presentato la domanda volontaria entro ottobre, rischiando di dover restare in servizio un anno in più.
Le scuole e gli uffici territoriali dovranno:
Resta confermata la possibilità di chiedere l’anticipo del TFS/TFR fino a 45.000 euro, secondo l’accordo quadro rinnovato nel 2024 tra INPS, Governo e istituti bancari.