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Per i rettori nella “Legge di stabilità” per la prima volta non ci sono tagli

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Le legge di stabilità infatti stanzia 150 milioni per recuperare almeno parte delle sforbiciate del passato, mentre un emendamento aggiunge altri 41 milioni da assegnare agli atenei in base alle performance.
Lo scrive Il Sole 24 Ore che riporta le parole del presidente della Crui: “Il premier e il ministro Carrozza sono stati coerenti con le dichiarazioni che hanno fatto quando si sono insediati”, per cui la legge di stabilità – che stanzia 150 milioni per il fondo ordinario degli atenei (dopo 300 milioni di tagli scattati per il 2013 con la vecchia manovra) – “è una luce in fondo al tunnel, una inversione di tendenza che permette alle università di arrestare il loro declino. È un segnale che si vuole investire di più nel merito”, aggiunge il presidente che ora al ministro Carrozza chiede per il 2014 un piano per le assunzioni dei ricercatori.
Tra gli altri segnali positivi in arrivo per le università c’è anche il parziale sblocco del turn over previsto nel decreto “Fare” che ha anche stanziato 150 milioni per il diritto allo studio. Il turn over consentito nell’assunzione di ricercatori e docenti a fronte di uscite del personale passa, infatti, il prossimo anno dal 20% al 50 per cento. Proprio nei giorni scorsi il decreto sugli organici 2013, firmato dal ministro Carrozza, ha liberato 445 punti organico, che dovrebbero consentire l’assunzione di quasi un migliaio di ricercatori.
Tuttavia nelle università del Nord la possibilità di assumere supera la soglia del 20 per cento rispetto al Sud.  
E a questo proposito Vendola (SEL), lancia una durissima accusa, commentando il decreto Carrozza in merito alla ripartizione dei punti organico degli Atenei italiani che penalizzerebbe gli Atenei del Sud a favore di quelli del Nord.
  "Per celebrare degnamente la retrocessione dell’Italia dall’ottavo al nono posto delle “potenze” mondiali, il governo Letta-Alfano ha pensato bene di assestare un nuovo, durissimo colpo alle Universita’ italiane, cioe’ al cuore pulsante della vita stessa del paese: l’istruzione, la formazione, la cultura. In particolare, la netta diminuzione dei “punti organico” nelle Universita’ pugliesi rispetto alle università del Nord, non permettera’ assunzioni di personale nonostante le centinaia di pensionamenti e mettera’ a rischio persino l’ordinaria didattica”. 
“In questo modo – ha continuato Vendola – si aumenta scientificamente, ed in maniera evidentemente premeditata, il divario del sostegno alle Universita’. Obiettivo, ormai esplicito e non più camuffato, e’ demolire le Università meridionali, a cominciare dalla riduzione di fondi o dal decreto mobilita’ che premia chi va a studiare altrove, fino ad arrivare a quest’ultimo atto”.
“Noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questo tentativo di cancellazione della cultura nel Mezzogiorno – ha aggiunto il Presidente – e vorrei ricordare, a questo proposito, che la Regione Puglia ha stanziato 26 milioni per progetti di ricerca e assunzione di ricercatori a tempo determinato. Noi rinnoviamo quindi, come abbiamo sempre fatto, la nostra attenzione all’Universita’ e continueremo a sostenere, a dispetto dei numerosi attacchi, la ricerca, la formazione, la cultura. Siamo profondamente consapevoli – ha concluso il Presidente – che solo cosi’ il nostro Paese potra’ salvarsi. Ridando ai giovani le opportunita’ di studio, di formazione di alto livello, di opportunita’ di crescita che consenta alle nostre eccellenze ed alle nostre intelligenze di continuare a primeggiare”.