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Per il kit scolastico i genitori spenderanno 350 €, 5,4% in piu’ dell’anno scorso

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È stato calcolato che ogni famiglia italiana per acquistare un kit scolastico medio ai propri figli sta spendendo circa 350 €, 18 euro in più rispetto all’anno passato, pari al 5,4% in più.
I dati vengono dal Codacons che ha svolto una puntuale indagine presso i negozi specializzati delle maggiori città italiane.
La spesa per far studiare i propri figli, come è noto, non si limita qui giacché ci sono i libri di testo per i quali ogni famiglia che abbia un figlio studente sta spendendo 300 euro, il 5% nonostante che il Ministero abbia stabilito i tetti massimi.
La Federconsumatori, perciò, invita i genitori a rivolgersi ai grandi supermercati che, per il tipo di investimento, possono praticare sconti consistenti anche se questi consigli sono destinasti a cadere nel vuoto atteso che sulla scelta di tanti prodotti, specialmente di questi per la scuola, influisce molto l’effetto delle campagne pubblicitarie che le aziende stanno conducendo sulle maggiori reti televisive.
Analogo discorso si deve fare per i libri di testo. Anche qui i genitori sono in balia dell’aumento abnorme dei prezzi che vengono giustificati nel nome del rinnovamento dell’edizione che tante volte è solo di facciata.
Due novità debbono, tuttavia, essere messe in luce. La prima attiene ad un accordo siglato tra le Poste Italiane e talune associazioni di librai, la Federcartolai, la Federcommercio che prevede, dopo l’ordinazione dei testi on line, il recapito al proprio domicilio dei libri senza aggravio di prezzo né costi aggiuntivi. La novità consente, almeno, di risparmiare il tempo che si perde per le file nelle affollate librerie e per il parcheggio dell’auto nelle città.
La seconda, come abbiamo già ricordato in un precedente articolo su questa stessa pagina, attiene alla possibilità che da quest’anno viene data a genitori di condizioni economiche svantaggiate di fruire della fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo avendo il Ministro della Pubblica Istruzione, messo a disposizione la somma complessiva di 258 milioni di euro, pari a 500 miliardi delle vecchie lire, da ripartire tra le varie regioni e da destinare a borse di studio da assegnare o ai genitori o alle amministrazioni locali per sopperire alle precarietà delle famiglie in difficoltà.