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Aggiornato il 12.09.2025
alle 11:15

Per il rinnovo del contratto ci vogliono ulteriori risorse


I sindacati Flc Cgil, Uil scuola RUA  e Gilda degli insegnanti FGU in loro dichiarazioni chiedono maggiori risorse economiche per il rinnovo del CCNL scaduto  e considerano del tutto irrisorie gli stanziamenti  del recente Decreto Scuola (appena  240 milioni di euro) che equivarrebbe a pochi euro da aggiungere a 40 euro netti,  visto che i lavoratori della scuola sono un milione e duecentomila, come  ci ricorda il coordinatore della Gilda Castellana. 
Con queste risorse i sindacati Flc Cgil ,Uil Scuola e Gilda non firmeranno il contratto, lo hanno dichiarato apertamente i loro segretari nazionali. 
Le risorse aggiuntive che chiedono  i sindacati non possono venire che dalla legge di bilancio 2026. 
In questi giorni sulla legge di bilancio è iniziato il rituale confronto con le opposizioni che poi dovrà portare al Decreto del Consiglio dei Ministri che dovrà essere  approvato e  dopo il placet dell’Europa essere  convertito in legge  entro il 31 dicembre. 
Vedremo che spazio avranno  nella nuova  legge di bilancio 2026 la scuola e gli insegnanti. In quella del 2025 purtroppo  c’è stato un taglio di spesa di 5 miliardi e un taglio del personale docente (organico fi diritto 25/26)  e ATA (organico di diritto 26/27).
SBC, come è noto, ha una sua proposta e cioè quella di utilizzare le risorse dei due contratti successiv già previsti dalla legge fi bilancio 2025,  per chiudere un contratto che altrimenti prevederebbe un aumento solo  del 6% con un  recupero  di 1/3 dell’inflazione. Una soluzione  la nostra che troviamo parzialmente  solo nella dichiarazione del segretario della Uil Scuola Rua Giuseppe D’Aprile che prevede altresì una storica Rivendicazione della Uil, cioè la detassazione degli aumenti contrattuali.
A questo punto per un contratto che possa prevedere risorse aggiuntive per il recupero del potere d’acquisto dei salari di Docenti e ATA dovremmo ragionevolmente aspettare gli inizi del 2026 dopo l’approvazione della nuova legge di bilancio.  Avrà interesse la maggioranza a passare dopo una stagione di tagli a una stagione di spesa vista la ripresa economica del Paese? 
Manca però quella che per troppo tempo non c’è stata, la grande assente nelle vertenze contrattuali per la scuola,  è la mobilitazione significativa e concreta dei docenti e ATA.
Non è possibile lamentarsi per le misere retribuzioni e  nel contempo scioperare con una percentuale del 5% ( dicembre 2024),  dando al governo e al Ministro Giuseppe Valditara  il destro per  affermare nei suoi frequenti  comunicati ai giornali che tutto va bene e  rispondere a chi lo contesta che  fa demagogia come ha recentemente fatto in Parlamento nei confronti della segretaria del PD.

Libero Tassella – Scuola Bene Comune

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