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06.09.2025

Per le attività didattiche che riguardano la religione islamica, ci vuole il consenso delle famiglie: risoluzione di Sasso (Lega) alla Camera

Poco prima della sospensione estiva, il depitato leghista Rossano Sasso ha presentato una risoluzione in Commissione Cultura per chiedere al Governo di vigilare sulle attività scolastiche riguardanti la religione islamica e, più in generale, i temi sensibili.

Il documento prende spunto da alcuni episodi riportati dalla stampa negli ultimi mesi: visite di studenti delle scuole elementari a moschee e centri islamici a Sesto San Giovanni, Crema e Treviso, durante le quali sarebbero stati proposti momenti di preghiera o interventi degli imam. In alcuni casi le iniziative hanno suscitato polemiche e acceso dibattito politico.
Secondo Sasso, tali esperienze rischiano di trasformarsi in «occasioni di propaganda ideologica» non riconosciute dallo Stato italiano, con il pericolo di una «strumentalizzazione politica degli spazi scolastici».
Il deputato leghista richiama l’assenza di un’intesa formale tra lo Stato italiano e l’Islam, prevista dall’articolo 8 della Costituzione, e sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo delle famiglie nelle scelte educative.

Rossano Sasso richiama tra l’altro il fatto che “la Sharia, la legge islamica che in alcuni paesi a maggioranza islamica è considerata legge dello Stato, è totalmente in contrasto con le leggi italiane e con i principi di rispetto ed uguaglianza ad esse sempre sottesi”.
Se è vero che lo spazio scolastico deve restare autonomo – si legge ancora nella risoluzione – è altresì indubbio che in esso debbano essere rappresentate tutte le opinioni presenti nel dibattito pubblico, nel pieno rispetto del principio del contraddittorio, senza cadere in eccessi demagogici di alcun tipo e che, laddove si organizzino attività rivolte agli studenti di scuola primaria e secondaria di primo grado si presti ancora più attenzione ai temi trattati e sia indispensabile acquisire preventivamente l’autorizzazione delle famiglie”.
Secondo l’onorevole Sasso “diventa urgente inserire disposizioni in materia di consenso informato preventivo delle famiglie in relazione ad attività scolastiche riguardanti temi sensibili quali possono essere la religione o la sessualità, con particolare riferimento al Patto educativo di corresponsabilità tra scuola, famiglia e studenti, alle attività extracurricolari e alle attività relative all’ampliamento dell’offerta formativa previste dal Piano triennale dell’offerta formativa”.

La risoluzione si conclude con formale invito rivolto al Governo di “intraprendere azioni affinché iniziative proposte nel senso indicato in premessa, dalle scuole non diventino occasione per propagandare ideologie in contrasto con il nostro ordinamento e per assicurare che tutte le attività proposte nelle scuole del Paese rispondano a criteri di oggettività e trasparenza, nonché che venga acquisita preliminarmente l’autorizzazione delle famiglie”.

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