Home I lettori ci scrivono Perché i commissari dei concorsi si dimettono?

Perché i commissari dei concorsi si dimettono?

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La carriera di un Docente, anche se decennale, ventennale, trentennale non prevede MAI UNA PROMOZIONE. In altre parole, il Docente ha una vita lavorativa fredda e piatta come una pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Quando al Docente si presenta la possibilità di candidarsi nel ruolo di “COMMISSARIO PER IL CONCORSO DOCENTI O PER QUELLO PER DIRIGENTI SCOLASTICI” lo coglie lo stesso entusiasmo di un invito ad una festa. Finalmente un’esperienza nuova, la possibilità di confrontarsi con altri colleghi e acquisire nuove pratiche.

Quando vede accettata la propria candidatura, il Commissario prende visione dei RIMBORSI SPESE di cui ha diritto: un pasto del valore di circa 20 euro se la Commissione si riunisce almeno 6 ore, il PIRG (biglietto chilometrico per trasporto pubblico) per raggiungere la sede di Esame e ritorno a casa. Per essere chiari, un rimborso di circa 14 euro ogni 120 kilometri da coprire utilizzando più coincidenze tra autobus e treni per garantire la presenza in Commissione la mattina alle 8.

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Insomma sveglia alle 5 e oltre 2 ore di viaggio con il cestino per la merenda. Stesso viaggio della fortuna al ritorno. Se il povero Commissario volesse utilizzare la propria automobile DEVE chiedere autorizzazione all’USR e sperare nell’accettazione.

NESSUNA COMUNICAZIONE RIGUARDO IL COMPENSO PER CORREGGERE LE PROVE che, con stupore, rabbia e incredulità, scopre essere pari ad 1 euro per prova, 10 euro per 10 prove, 20 euro per 20 prove. Tutti i Docenti hanno provato sulla propria pelle che la concentrazione è una dote tutt’altro che illimitata ma per portare a casa una cinquantina di euro È NECESSARIO correggere almeno 50 prove al giorno.

Nessun compenso per le riunioni di insediamento della Commissione né per quelle per l’inserimento dei dati nel Sistema Cineca. Ma il povero Commissario non lo sa come non sa che SOLO UN ACCONTO di quella miseria gli sarà pagata dopo 2 anni, il saldo invece “A BABBO MORTO”.

ORA È CHIARO PERCHÈ I COMMISSARI SI DIMETTONO?

Dall’altra parte della barricata, Docenti con carriole di libri da IMPARARE A MEMORIA per rispondere a 5 quesiti che saranno corretti da 30 Commissioni diverse che non si sono mai riunite in un Breefing per discutere un metodo di analisi.

“TANTO CI SONO LE GRIGLIE!!!” pensano tutti e invece, alla fine della fiera, i grafici parlano chiaro: 15% di bocciati in una Commissione e 91% in un’altra. Nonostante l’assegnazione random, gran parte dei somari d’Italia sono finiti nella Commissione 30 a Cagliari.

MA CHE SISTEMA DI RECLUTAMENTO È?

VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

Il TAR Lazio che si riunirà il prossimo 2 luglio deve tener conto del grido del popolo, dei docenti inferociti, umiliati, offesi nell’orgoglio, PRIVO DI RACCOMANDAZIONI.

“Stiamo facendo ridere i polli” dice un vecchio proverbio! Ci stiamo facendo deridere da Tutta l’Europa.

NOI CHIEDIAMO CHE QUESTO METODO BARBARO FINISCA!!

Chiediamo che si istituisca un Master universitario per la Dirigenza Scolastica e che il TAR Lazio si elegga a Paladino degli Italiani onesti e, annullando il concorso in atto, ci restituisca la credibilità che meritiamo dai Paesi europei.

L’emergenza Reggenza non è un problema: i soci hanno già e più volte informato gli organi di potere che SONO A DISPOSIZIONE A COSTO ZERO.

Il Ministro della Pubblica Istruzione, che ha grande esperienza in sport di squadra, ci organizzi in un team: noi dell’Associazione DIRIGERE UNA SCUOLA MIGLIORE siamo pronti a sanare l’emergenza Reggenze e a VINCERE LA PARTITA!

Roberta Voltarella