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Personale Ata (ex Co.co.co), obbligati al part time con stipendi da fame. Fioramonti pensa alla soluzione [VIDEO INTERVISTA]

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La scuola ha bisogno di personale Amministrativo qualificato e a tempo pieno, lo ha detto e rimarcato il Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, durante l’intervista rilasciata, il 14 ottobre scorso, alla nostra testata giornalistica per dare precise risposte ai lettori iscritti nella pagina facebook “Dillo al Ministro Fioramonti” amministrata dalla redazione de La Tecnica della Scuola.

Dichiarazioni di Fioramonti sul caso degli ex co.co.co

Durante la lunga intervista fatta da La Tecnica della Scuola al responsabile del Miur Lorenzo Fioramonti, il 14 ottobre scorso al Miur, è stata posta anche la seguente domanda: “Ci sono nella scuola migliaia di Assistenti Amministrativi ex co.co.co che percepiscono metà stipendio perché lavoro a orario ridotto, volete portarli a full time?”.

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La risposta del Ministro dell’Istruzione è stata accolta con favore da tutti gli Ata obbligati a lavorare part time e a percepire, loro malgrado, uno stipendio insufficiente per vivere dignitosamente.

“Questa degli Ata obbligati a lavorare in part time è  una questione che mi sono trovato a gestire, non potevo immaginare che ci fossero persone forzate a lavorare a 18 ore a tempo parziale, quando invece la scuola ha bisogno di personale Amministrativo qualificato e a tempo pieno…” sono le parole dette dal Ministro Fioramonti, che ha anche precisato “…la scuola è sempre di più una vera e propria comunità innovativa, dove esistono progetti alternativi, finanziamenti trasversali bisogna avere un personale amministrativo all’altezza e soprattutto una squadra vera e propria non soltanto il segretario di turno, e una di quelle questioni che ho messo sul tavolo anche qui c’è bisogno di risorse che vanno trovate….ma il comparto Ata ha bisogno della sua centralità e non può essere fatto con personale in situazione di part time”.

La storia degli ex co.co.co inseriti in ruolo come Ata

La maggior parte degli ex co.co.co proviene da aziende in crisi e inseriti nel bacino del progetto LSU delle varie provincie, dall’ormai lontano 1996, come applicati di segreteria e collaboratori scolastici nelle scuole. Il primo gennaio del 2000 vengono transitati insieme a tutto il personale ata dagli enti locali al Ministero Pubblica Istruzione.

Il primo luglio del 2001 con il DM 66/2001 a tutto il personale LSU che faceva riferimento alla figura di Assistente Amministrativo è stato proposto il contratto di ”Ass. Amministrativo CoCoCo” con la promessa, mai mantenuta, della stabilizzazione entro il 2005. I governi che si sono succeduti non hanno tenuto fede alla promessa fatta e hanno rinnovato i contratti di cococo di anno in anno.

Con la riforma Gelmini, i posti che tutti gli anni venivano accantonati sempre nelle stesse scuole, sono stati accantonati a livello provinciale, e fu così che al disagio di precario è stato aggiunto anche quello di viaggiare, per centinaia di chilometri per la provincia di appartenenza. Lo stipendio è rimasto sempre lo stesso e, come prevedeva il contratto cococo, non c’erano ferie, malattia, tfr e i contributi pensionistici erano irrisori.

Con la finanziaria del 2018, grazie all’emendamento dell’on. Franco Ribaudo, esponente dell’allora maggioranza (era del PD) è avvenuta la tanta aspirata stabilizzazione, questo è quello che diceva l’Art.1 commi 619-621 della Legge del 27 dicembre 2017, n.205, ma molti ex co.co.co sono stati stabilizzati in condizione di part time obbligatorio.

GUARDA L’INTERVISTA INTEGRALE AL MINISTRO FIORAMONTI

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