Sono 567 le assunzioni a tempo indeterminato autorizzate per il personale ATA in Sicilia per l’anno scolastico 2026/2027, a fronte di 1.636 posti vacanti e disponibili. Sarà quindi coperto appena il 35% dei posti liberi.
“Un contingente del tutto insufficiente, che non risponde né alle esigenze delle istituzioni scolastiche né alle legittime aspettative delle migliaia di lavoratrici e lavoratori precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole siciliane”. Dichiara Adriano Rizza, segretario generale della FLC CGIL Sicilia.
“Il dato più allarmante – spiega – emerge dal confronto con il numero degli aspiranti inseriti nelle graduatorie permanenti provinciali della Sicilia: circa 6.322 persone. Di queste, soltanto 567, meno del 10%, avranno la possibilità di stipulare un contratto a tempo indeterminato. Una parte continuerà a lavorare con contratti a termine, mentre molti rischieranno di restare senza incarico”.
“La situazione – continua Rizza – è resa ancora più grave dal taglio di 2.174 posti di collaboratore scolastico previsto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito a livello nazionale. Per la Sicilia diventa pertanto indispensabile la conferma dei 2.500 posti in deroga già garantiti gli scorsi anni“.
“Non si tratta soltanto di garantire un’opportunità di lavoro al personale precario – aggiunge. Le scuole siciliane hanno concretamente bisogno di questi organici per assicurare la vigilanza, l’assistenza agli alunni, la sicurezza, l’apertura dei plessi e il regolare svolgimento delle attività amministrative, tecniche e didattiche”.
“Siamo di fronte a un sistema che continua a produrre precarietà – argomenta il segretario regionale della FLC – discontinuità nel funzionamento delle scuole e un crescente contenzioso. Lo dimostrano le ripetute condanne subite dal Ministero al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese legali per l’abuso dei contratti a termine, anche alla luce dei più recenti pronunciamenti della giustizia europea riguardanti il personale ATA”.
“Il Governo autorizza solo 12.284 assunzioni su 33.981 posti vacanti. Lascia così scoperti oltre 21.000 posti già finanziati”. Così commenta Gianna Fracassi, segretaria generale FLC CGIL, l’esito dell’informativa al MIM sul contingente del personale ATA per l’anno scolastico 2026/2027.
Per la dirigente sindacale: “È una scelta grave e miope. A pochi mesi dalla condanna UE per l’abuso del precariato, si continua con il turn over e le supplenze annuali a cui si aggiungono migliaia di supplenze al 30 giugno sulle quali non si possono fare immissioni in ruolo. È uno spreco economico: si preferisce pagare risarcimenti, cause e supplenti, invece di stabilizzare chi lavora nella scuola da anni. Chiediamo di superare il vincolo del turn over e coprire tutti i posti vacanti, applicando la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dando stabilità a lavoratrici e lavoratori e alle scuole”. Conclude Fracassi.
Le assunzioni, secondo Uil Scuola, sono così ripartite:
326 Funzionari ed Elevata Qualificazione (ex DSGA);
2.623 Assistenti amministrativi;
824 Assistenti tecnici;
8.379 Collaboratori scolastici;
7 Operatori dei servizi agrari;
23 Guardarobieri;
23 Cuochi;
17 Infermieri.
Il totale delle assunzioni, che ricordiamo avvengono nel limite del turn-over, è determinato, come scrive Cisl Scuola, da:
– 11.164 cessazioni dal rapporto di lavoro a far data dal 31/08/2026;
– 1.131 cessazioni dal servizio al 31/08/2025 che non risultavano però presenti al sistema informatico alla data dell’ultima rilevazione utile per disporre le assunzioni relative all’a.s.2025/26; ai quali devono sottrarsi 4 posti (derivanti da cessazioni di lavoratori in regime di part-time ex lsu) e i 7 esuberi.
Con riferimento alla proposta dell’Amministrazione, la Cisl Scuola da un lato ha accolto favorevolmente la decisione di assumere anche sui profili cosiddetti minori (come richiesto con forza in occasione delle assunzioni per il 2025/26), dall’altro ha, invece, criticato il piano delle assunzioni per il personale DSGA. L’amministrazione ha infatti ripartito le assunzioni esclusivamente nelle Regioni in cui esistevano ancora vincitori delle due procedure (quella valutativa e quella afferente al concorso ordinario). Tutto ciò, in prima battuta, ha determinato una contrazione delle possibili assunzioni: a fronte di 388 assunzioni autorizzate, ne verrebbero realizzate soltanto 326 (con una perdita di 62 facoltà).