Home Politica scolastica Piano Giovani, si parte male: polemica tra il Ministro e le Regioni

Piano Giovani, si parte male: polemica tra il Ministro e le Regioni

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Non è ancora partito ma già fioccano le critiche: il piano nazionale “Garanzia giovani“, che partirà il 1° maggio per offrire un’opportunità di formazione o di inserimento in un’azienda entro ventiquattro mesi a tutti i cosiddetti Neet, i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che hanno terminato la scuola o non sono coinvolti in attività di formazione o perso il lavoro.

Ad alimentarle è stato un articolo pubblicato il 27 aprile sul Corriere della Sera, dal titolo “Lavoro, c’è il piano giovani; ma le Regioni non firmano”: l’articolo evidenzia la contrarietà delle Regioni sulla sua realizzazione. Anzi, si parla di veri e propri contrasti rispetto alla ‘regia’ nazionale. Tanto è vero che le Regioni che non hanno ancora firmato le convenzioni col ministero.

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E a sostenere questa tesi non è un politico qualsiasi. Ma il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. Nel colloquio con il Corriere della Sera, il ministro Poletti spiega che tra le Regioni che hanno firmato la convenzione per realizzare questo servizio ci sono Sardegna, Val d’Aosta ”e forse anche l’Emilia. Per ora diciamo che funziona il portale nazionale – sottolinea il Ministro -, che nel frattempo sta contattando anche la controparte, le imprese, perché si iscrivano al portale e depositino le loro offerte”.

La maggior parte delle Regioni, quindi, non avrebbero ancora provveduto a sostenere la convenzione. A poco è valsa la smentita del ministero del Lavoro, ripresa dalle agenzie di stampa, secondo cui in realtà il Piano si è svolto in un “clima di leale collaborazione”ed è stato “proficuo”. Il ministero del Lavoro si riferisce “in particolare, al rapporto con le Regioni, alle quali spetta la gestione della quasi totalità delle risorse disponibili (1.413 milioni su 1.513)e precisa che “nella realtà non esiste” contrasto con le Regioni nell’attuazione del Piano.

Pronta la replica delle regioni, malgrado il giorno festivo. Sul progetto garanzie, ha scritto su un post su facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. per i giovani il ministro del lavoro Giuliano Poletti “parla un po’ a briglia sciolta contro le Regioni. Mi dispiace perchè Poletti dovrebbe sapere che in Toscana i tirocini e gli stage pagati li abbiamo inventati noi e abbiamo in corso tremila giovani al servizio civile e ottomila ai tirocini”. Il Governatore ricorda che la Toscana ha anche già indetto “un nuovo bando per 2.500 giovani al servizio civile. Peccato che Poletti non lo sappia. Pensi, caro ministro che lo sanno bene in Europa – conclude Rossi – dove il commissario Andor porta sempre ad esempio la Regione Toscana”.

Anche Gianfranco Simoncini, assessore al lavoro della Toscana, ma soprattutto coordinatore nazionale sui temi di lavoro e formazione della commissione istruzione, lavoro, innovazione ricerca della Conferenza delle Regioni, ha tenuto a replicare al ministro. A nome dei colleghi delle altre Regioni, si spiega in una nota, è “stupito” si è detto dichiarazioni di Poletti, considerato il clima di positiva collaborazione che in questi mesi le Regioni hanno assicurato per garantire, proprio a partire dal primo maggio, l’avvio del piano su tutto il territorio nazionale.

Tra le Regioni che sono pronte la stessa Toscana che, si spiega, ha inviato al ministero la convenzione firmata per l’attivazione del programma nei giorni precedenti la Pasqua mentre da domani, 28 aprile, sarà attivo il sito internet sul quale i ragazzi potranno iscriversi al piano e accedere quindi a tutte le opportunità previste.

Tornano all’intervista del ministro Poletti al Corriere della Sera, il responsabile del dicastero del Lavoro spiega che il 1° maggio sarà ”il primo giorno utile” nel quale ”i giovani tra i 24 e i 29 che cercano un’opportunità di formazione o lavoro, anche in proprio, potranno iscriversi al portale nazionale Garanzia giovani”, ”non serve affannarsi: non utilizzeremo l’ordine di iscrizione come criterio di priorità”.

Chi chiamerà materialmente il giovane sarà ”il centro per l’impiego o la struttura anche privata accreditata presso la Regione. Sarà quest’ultima a scegliere l’agenzia e a compensarla in base a un tariffario nazionale già pronto”.

Quanto alla retribuzione, per gli stage il tariffario nazionale ”fissa in 500 euro il compenso mensile a carico della Regione”. Per gli altri contratti che siano di apprendistato, a tempo determinato o indeterminato, valgono le regole contrattuali del settore in cui si lavorerà e le leggi nazionali. ”Noi non promettiamo lavoro – precisa Poletti – . L’operazione può coinvolgere 900 mila giovani cui verrà offerta un’opportunità che non automaticamente si tradurrà in un lavoro”.