A proposito delle “Pillole del sapere” nel mirino della Procura alcune controverse alienazioni di partecipazioni societarie per 1,5 milioni di euro, e prelievi di contanti allo sportello per 405 mila euro tra l’8 gennaio 2008 e il 27 aprile 2009.
La società avrebbe anche ottenuto finanziamenti dal Miur e Anffas con un progetto da 5 milioni di euro per editare le famose “pillole del sapere”, prodotti audiovideo destinate alla didattica dei bambini. La manna finì dopo le prime 12 puntate, quando Report mandò in onda una ricostruzione della vicenda da cui emergevano chiaramente la scarsa qualità dei prodotti e l’incomprensibile prezzo cui venivano acquistati, per altro come ultimo atto dell’era Gelmini, con un piede ormai fuori dalla porta.
Il Miur, venne fuori, aveva comprato per 1,3 milioni di euro una serie di prodotti, tra cui una dozzina di clip da tre minuti ciascuna, in cui si insegnavano varie amenità, ad esempio come funziona un semaforo, i gesti del vigile etc.
Ma al Miur, chissà perché, ricorda il Fatto, è sembrato fossero prodotti indispensabili e sofisticati. E infatti le ha pagate 39mila euro ciascuna, 520mila euro in tutto. Il resto, per arrivare al milione e tre di cui sopra, era fatto di talk-show da 20 minuti con domande e risposte come quella sulla piramide alimentare.