“Far sì che i genitori possano scegliere una scuola pubblica paritaria, attraverso forme di intervento quali il buono scuola, non significa sottrarre fondi alla scuola pubblica statale. Assolutamente no. Al contrario la garanzia della libertà di scelta educativa consentirebbe un investimento nella scuola pubblica, statale e paritaria, più oculato, mirato, gestito e rendicontato, senza l’attuale dispendio di denari pubblici che altro non sono se non le tasse dei cittadini. Se proprio vogliamo dirla tutta, questo sì che vorrebbe dire agire a favore dei poveri, delle famiglie meno abbienti: i ricchi da sempre possono scegliere, accettando di pagare una retta, il povero si deve accontentare di non scegliere”. Con queste parole, Suor Anna Monia Alfieri Cavaliere al Merito della Repubblica e esperta di politiche scolastiche, plaude alle dichiarazioni rilasciate dalla premier, Giorgia Meloni, durante il suo intervento al Meeting di Rimini.
Interpellata dall’Adnkronos, Suor Anna Monia Alfieri ha detto che l’apertura del Governo verso le scuole paritarie non va ad intaccare “la qualità della scuola: la scuola statale di scarso livello, la scuola paritaria per l’élite culturale. Questo è quello che abbiamo voluto costruire attorno al tema della scuola, perché si è voluto separare la società. Niente di più lontano dallo spirito della libertà educativa”.
“Giungano, dunque, alla Premier non solo il nostro grazie ma soprattutto la nostra stima per avere avuto il coraggio di pronunciarsi con chiarezza contro l’ideologia, innescando un percorso che conduca alla verità dei fatti: la scuola deve essere accessibile a tutti, sia essa statale, sia essa paritaria. Nessuno più deve accontentarsi o rinunciare all’idea che può scegliere la scuola la cui offerta formativa percepisce come coerente con i propri principi educativi”.
Per questi motivi, ha continuato la suora, “ascoltare le dichiarazioni della Premier in merito alla libertà di scelta educativa ha rappresentato per me e per tutti i cittadini un momento di grande gioia. Non è cosa scontata che una Premier si sia espressa così chiaramente su di un tema tanto importante quanto divenuto campo dell’ideologia. La Presidente del Consiglio ha inequivocabilmente detto che ‘non dobbiamo avere timore a trovare gli strumenti che assicurino alle famiglie di esercitare pienamente la libertà educativa’. Parole, dunque, chiare che non lasciano adito a dubbi o ad interpretazioni di sorta. La Premier ha anche ricordato come l’Italia è la sola eccezione in Europa nella mancata garanzia di un diritto fondamentale quale è quello per i genitori di scegliere liberamente, ossia senza pagare una retta, dopo aver pagato le tasse, la scuola per i propri figli”.
Meloni ha quindi ricordato che “occorre sempre ricordare che la Costituzione prevede che i genitori possano scegliere la scuola che ritengono più adeguata per la formazione dei figli, ma si tratta di un diritto che è riconosciuto ma non garantito”.
Elogi per la posizione assunta dalla Premier arrivano anche da Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati: “Da Giorgia Meloni al Meeting di Rimini è arrivata una strenua e convincente difesa del valore della famiglia e della genitorialità – ha detto l’ex ministra dell’Istruzione -, basta con i ‘cattivi maestri’ che considerano la genitorialità un valore arcaico. Parole accompagnate dalla concretezza dei 16 miliardi impegnati in bilancio per sostenere le famiglie, dall’impegno su scuola e formazione (e ottima l’indicazione della strada verso una vera parità scolastica), alla volontà di mettere in cantiere un piano casa a prezzi calmierati per le nuove coppie che vogliono mettere su famiglia. Avanti così con determinazione”.
Dalla parte del Governo si pone anche il Movimento Italiano Genitori. “Accogliamo con soddisfazione l’impegno ribadito dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara al Meeting di Rimini – ha fatto sapere Antonio Affinita, direttore generale del Moige – perché “la scelta di porre sullo stesso piano scuole statali e paritarie restituisce ai genitori il diritto, troppo a lungo negato, di decidere, senza vincoli economici, liberamente il percorso formativo dei propri figli”.
Affinita ha anche speso parole positive per “l’annunciata introduzione di un buono scuola nella prossima Legge di Bilancio: uno strumento essenziale per sostenere le famiglie, soprattutto le più fragili, e trasformare la libertà educativa in un diritto esigibile, non in un privilegio”.
Confidiamo che Governo e Parlamento traducano rapidamente queste intenzioni in provvedimenti concreti nella prossima finanziaria: le famiglie italiane hanno bisogno di certezze e di tempi definiti”.