Home Attualità Pnrr, Carfagna: “Divario territoriale enorme col Nord. Al Mezzogiorno metà delle risorse...

Pnrr, Carfagna: “Divario territoriale enorme col Nord. Al Mezzogiorno metà delle risorse per edilizia scolastica”

CONDIVIDI

Grossi investimenti in arrivo dal Pnrr sull’edilizia scolastica, specialmente al Sud. Ad affermarlo, intervenendo all’evento della Luiss Gender equality plan, la ministra per il Sud Mara Carfagna. “A dicembre è stato presentato un piano per l’istruzione e l’edilizia scolastica finanziato all’interno del Pnrr con 5,2 miliardi. Il 49% di queste risorse sono destinate al Mezzogiorno. Si tratta di soldi, spiega la Ministra, che “serviranno per costruire nuove scuole, per modernizzare quelle esistenti, per costruire nuovi asili nido, per costruire mense scolastiche e palestre”.

Carfagna affronta poi il tema del tempo pieno: “In alcune aree del Paese le mense ci sono, le palestre anche e quindi il tempo pieno è un diritto in alcune aree e miraggio in altre”.

Icotea

Bando per asili nido prorogato al 31 marzo, poche le domande al Sud

A quanto pare le regioni del Sud non avrebbero risposto particolarmente bene al bando, finanziato con il Pnrr, relativo alla realizzazione degli asili nido, che avrebbe dovuto portare all’assunzione di migliaia di educatori ed educatrici ma soprattutto all’aumento dei posti-neonato entro i nidi. Ricordiamo che se al nord 33 bambini su 100 vengono accolti nelle relative strutture, al sud le cifre precipitano, a volte drammaticamente, sotto il 10%.

Il ministero, dunque, sposta la scadenza del bando dal 28 febbraio alle ore 15.00 del giorno 31 marzo 2022, tentando di rimediare a quello che sembra un flop con una strategia temporale. Ma è davvero una questione di tempo, il problema?

Insomma, quali le ragioni dell’insuccesso? Una procedura farraginosa? Troppi lacci? A questo proposito va detto che il ministero è intervenuto più volte con alcune FAQ di chiarimento, reperibili a questo link.

O forse il numero esiguo di istanze rappresenta una questione culturale legata al fatto che le regioni del Sud potrebbero non essere abituate a fare affidamento ai nidi per la gestione dei bambini piccolissimi?