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Portfolio delle competenze, in arrivo le spiegazioni del Miur

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Che il Miur, più specificamente la Direzione Generale del Dipartimento per l’Istruzione, prevedesse le difficoltà che dirigenti scolastici, insegnanti e genitori avrebbero trovato nell’applicazione della circolare e nell’implementazione del Portfolio, è dimostrato dal fatto che contestualmente all’emanazione delle linee guida sul sito del ministero è stato attivato un servizio di Faq al quale gli operatori avrebbero potuto accedere per dipanare l’intera circolare e ottenere i chiarimenti necessari alla migliore applicazione.
Contestualmente sono stati, perciò, emanati addirittura “Gli ausili alle scuole” per rispondere a quesiti “presumibilmente pervenuti da parte di dirigenti scolastici, docenti e rappresentanti del mondo associativo scolastico” e “contribuire alla conoscenza delle Linee guida emanate, con ogni possibile chiarimento che consenta alle scuole una applicazione efficace delle disposizioni, nel rispetto delle finalità della norma di riforma e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche”.
E ancora: “Per sostenere adeguatamente le scuole a livello tecnologico il Ministero sta inoltre predisponendo uno specifico supporto telematico per la compilazione del portfolio” Fin qui, testualmente, gli atti ufficiali del Miur.
Intorno a queste iniziative si è dovuto, ancora una volta, registrare il più assoluto silenzio da parte delle associazioni professionali delle categorie della scuola, dei dirigenti,dei docenti, dei genitori ecc. Solo le associazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola da tempo hanno chiesto un incontro per verificare le possibilità di applicazione immediata della innovazione. Il Miur ha accolto, dopo lunga attesa la richiesta.
Un incontro con all’ o.d.g. il tema del portfolio è stato convocato per lunedì 19 c.m. alle ore 16 presso il ministero.
Il problema, tuttavia, non è questo dell’auspicare, o meno, chiarimenti, atteso che a giudicare dal numero delle domande venute dalle scuole, si ha più di un motivo per ritenere che di dubbi da chiarire ne sorti parecchi. Il problema, invero, è un altro e di ben più grave portata su cui occorre incominciare a riflettere per l’avvenire.
Innanzitutto: può l’organo che emana un atto amministrativo spingersi a spiegare in ogni dettaglio, sollecitato da singole domande connesse a specifiche situazioni, le modalità dell’applicazione? Sarà questa la prassi della futura scuola italiana anziché quella di continuare con l’altra consolidata da sempre, prevista anche dal diritto, dell’adozione di apposite direttive?
Mai la scuola italiana ha avuto bisogno di…essere tenuta così per mano ed essere accompagnata dall’alto. Neppure quando si è vista rinnovare i nuovi programmi, come nel caso di quelli della scuola primaria, allora elementare, o degli orientamenti della scuola dell’infanzia.
Non ha, nel suo interno, le risorse professionali e culturali per interpretare le innovazioni che avanzano e incrementare con esse i cambiamenti?
Forse è giunto il momento per pensare, dopo anni di deriva trascorsi blaterando su argomenti vuoti e improduttivi, alla vera e propria formazione; degli insegnanti e dei dirigenti scolastici.
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