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Posti di potenziamento servono anche a salvare i perdenti posto

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A guardare bene i numeri degli organici di diritto della scuola secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2016/2017, si nota che i posti di potenziamento sono stati assegnati laddove qualcuno rischiava di andare in soprannumero.
In buona sostanza l’organico dell’autonomia, nella parte della dotazione organica di potenziamento, è stata utilizzata in via primaria per la salvaguardia dei perdenti posto.

Per spiegare come è stato utilizzato il combinato tra organico di diritto e organico di potenziamento, facciamo un esempio esplicativo: “ Se in una data scuola ci sono 10 docenti titolari in A051 e in organico di diritto ci sono solo 9 posti, questo significa che uno tra i 10 titolari dovrebbe essere perdente posto, a questo punto, gli uffici scolastici provinciali, al fine di salvaguardare la titolarità di questo docente, avendo la disponibilità di assegnare a tale scuola un posto di potenziamento della classe di concorso A051, hanno di fatto salvato il novello soprannumerario dal dovere presentare domanda di mobilità come individuato perdente posto, assegnando alla scuola la decima cattedra mancante”.

Per quanto suddetto, il gravoso problema dei docenti soprannumerari e in taluni casi dei docenti in esubero provinciale, è stato fortemente ridimensionato e in taluni casi addirittura azzerato.
Si ricorda che il problema degli esuberi e dei soprannumeri, per tutti gli ordini e gradi di scuola, con particolare gravità nella scuola secondaria di secondo grado, orbitava intorno ai 20 mila casi, di cui 8-9 mila di esuberi. Con la legge 107/2017 e l’introduzione dell’organico di potenziamento, nato per consentire l’entrata in ruolo di moltissimi precari della scuola, adesso si sta utilizzando questa tipologia di posto per evitare, quanto è più possibile, la mobilità d’ufficio.

Quindi dei 55 mila posti in organico di potenziamento, che con la mescolanza con quelli dell’organico di diritto hanno determinato il nuovo organico dell’autonomia, circa 20 mila saranno destinati a docenti già titolari da anni. Per cui soltanto 35 mila posti dell’organico del potenziamento saranno utili per le prossime fasi di mobilità.

Quello che più colpisce è che il problema degli esuberi, non viene pienamente risolto, ma scaricato probabilmente nella penultima ultima fase della mobilità, ovvero la Fase C. Sarà interessante fare i conti al termine della mobilità e soprattutto vedere come verrà gestita la partita dell’organico di fatto, che a quanto pare verrà ridotto, rispetto all’anno scolastico 2015/2016, di almeno il 10%.