Prima Ora - notizie del 8 giugno 2026

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08.06.2026

Posti di sostegno in deroga quadruplicati in dieci anni: troppi docenti precari, Sicilia maglia nera

Da 33 mila a 125 mila, in dieci anni: si tratta del numero dei posti di sostegno in deroga, aumentato tra l’anno scolastico 2015-16 e il 2024-25 del 276%. I dati sono di Tuttoscuola.

Sui posti in deroga possono essere nominati esclusivamente docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno; posti che, per la loro natura provvisoria, non possono, pertanto, far parte dell’organico di diritto.

I dati

In base ai dati del Portale unico del MIM, scrivono da Tuttoscuola, nel 2015-16 i posti di sostegno in deroga erano stati complessivamente 33.371, poco più di un quarto di tutti i posti di sostegno funzionanti coperti da docenti di ruolo o supplenti.

Dieci anni dopo, nel 2024-25, i posti di sostegno in deroga sono quasi quadruplicati (125.462), superando la metà di tutti i posti di sostegno attivati e assegnati a docenti di ruolo o supplenti.

L’incremento complessivo è stato di oltre 92mila posti, per una media annua di incremento di 9-10mila posti in deroga, per una previsione stimata di circa 135mila posti in deroga attivati in quest’anno scolastico 2025-26 (di cui il MIM non ha fornito i dati).

La crescita dei posti in deroga è stata particolarmente marcata nel Mezzogiorno, come riporta La Repubblica, che nel 2024/25 concentra oltre il 36% del totale nazionale. La Sicilia registra il dato più elevato: dai 1.383 posti del 2015/16 ai 12.359 del 2024/25, con un incremento del 794%. Nello stesso periodo la Lombardia ha fatto segnare un aumento del 146%.

Chi ci guadagna e chi ci rimette

Come scrive Tuttoscuola, in questo modo si risparmiano due mesi di stipendio estivi per ogni supplente su posto in deroga e si evita la progressione stipendiale dei docenti bloccati sulla retribuzione iniziale.

Chi ci rimette? La discontinuità didattica penalizza gli alunni con disabilità, e la non conferma del personale docente, nonostante i circa 46mila supplenti confermati su richiesta da parte delle famiglie (un escamotage che ha una durata temporanea), si aggira tuttora intorno al 30-40%. Dei circa 350mila alunni con disabilità presenti quest’anno nelle scuole statali, almeno 125mila hanno avuto quest’anno un docente diverso da quello dell’anno scorso.

Quanti sono i docenti di sostegno in Italia

Nel dettaglio, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, “sono 246mila gli insegnanti per il sostegno impiegati nelle scuole italiane, oltre 235mila nella scuola statale (fonte MIM) e circa 11mila nella scuola non statale (fonte Istat)”. Rispetto all’anno precedente si registra “un incremento complessivo dell’8,2%”, con un rapporto alunno-insegnante “pari a 1,4 nella scuola statale (fonte MIM) e a 1,7 nella scuola non statale (fonte Istat)”. Un dato, osserva Istat, “migliore di quello previsto dalla Legge 244/2007, che raccomanda un rapporto di due alunni per docente“.

Ricordiamo che, per farci un’idea, in Italia, nell’anno scolastico 2023/2024circa il 27% dei docenti di sostegno è stato selezionato dalle graduatorie provinciali di supplenza (GPS)“sono cioè docenti che non hanno una formazione specifica per supportare l’alunno con disabilità e che vengono utilizzati per far fronte alla carenza di figure specializzate“. A metterlo nero su bianco è l’Istat, nell’ultimo rapporto sull’inclusione scolastica, pubblicato nella primavera di quest’anno. Una situazione segnalata più volte da La Tecnica della Scuola, che nonostante l’aumento dei docenti abilitati è ancora molto diffusa.

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