Da 33 mila a 125 mila, in dieci anni: si tratta del numero dei posti di sostegno in deroga, aumentato tra l’anno scolastico 2015-16 e il 2024-25 del 276%. I dati sono di Tuttoscuola.
Sui posti in deroga possono essere nominati esclusivamente docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno; posti che, per la loro natura provvisoria, non possono, pertanto, far parte dell’organico di diritto.
In base ai dati del Portale unico del MIM, scrivono da Tuttoscuola, nel 2015-16 i posti di sostegno in deroga erano stati complessivamente 33.371, poco più di un quarto di tutti i posti di sostegno funzionanti coperti da docenti di ruolo o supplenti.
Dieci anni dopo, nel 2024-25, i posti di sostegno in deroga sono quasi quadruplicati (125.462), superando la metà di tutti i posti di sostegno attivati e assegnati a docenti di ruolo o supplenti.
L’incremento complessivo è stato di oltre 92mila posti, per una media annua di incremento di 9-10mila posti in deroga, per una previsione stimata di circa 135mila posti in deroga attivati in quest’anno scolastico 2025-26 (di cui il MIM non ha fornito i dati).
La crescita dei posti in deroga è stata particolarmente marcata nel Mezzogiorno, come riporta La Repubblica, che nel 2024/25 concentra oltre il 36% del totale nazionale. La Sicilia registra il dato più elevato: dai 1.383 posti del 2015/16 ai 12.359 del 2024/25, con un incremento del 794%. Nello stesso periodo la Lombardia ha fatto segnare un aumento del 146%.
Come scrive Tuttoscuola, in questo modo si risparmiano due mesi di stipendio estivi per ogni supplente su posto in deroga e si evita la progressione stipendiale dei docenti bloccati sulla retribuzione iniziale.
Chi ci rimette? La discontinuità didattica penalizza gli alunni con disabilità, e la non conferma del personale docente, nonostante i circa 46mila supplenti confermati su richiesta da parte delle famiglie (un escamotage che ha una durata temporanea), si aggira tuttora intorno al 30-40%. Dei circa 350mila alunni con disabilità presenti quest’anno nelle scuole statali, almeno 125mila hanno avuto quest’anno un docente diverso da quello dell’anno scorso.
Nel dettaglio, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, “sono 246mila gli insegnanti per il sostegno impiegati nelle scuole italiane, oltre 235mila nella scuola statale (fonte MIM) e circa 11mila nella scuola non statale (fonte Istat)”. Rispetto all’anno precedente si registra “un incremento complessivo dell’8,2%”, con un rapporto alunno-insegnante “pari a 1,4 nella scuola statale (fonte MIM) e a 1,7 nella scuola non statale (fonte Istat)”. Un dato, osserva Istat, “migliore di quello previsto dalla Legge 244/2007, che raccomanda un rapporto di due alunni per docente“.
Ricordiamo che, per farci un’idea, in Italia, nell’anno scolastico 2023/2024, circa il 27% dei docenti di sostegno è stato selezionato dalle graduatorie provinciali di supplenza (GPS), “sono cioè docenti che non hanno una formazione specifica per supportare l’alunno con disabilità e che vengono utilizzati per far fronte alla carenza di figure specializzate“. A metterlo nero su bianco è l’Istat, nell’ultimo rapporto sull’inclusione scolastica, pubblicato nella primavera di quest’anno. Una situazione segnalata più volte da La Tecnica della Scuola, che nonostante l’aumento dei docenti abilitati è ancora molto diffusa.