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Precari del sud chiedono trasferimento senza penalità

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A muoversi contro il recente decreto ministeriale per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento sono adesso i precari del sud e della Sicilia in particolare.
Con un documento sottoscritto da diversi comitati o gruppi di base (Professione Insegnante, Rete docenti precari di Bari, Coordinamento precari di Napoli, Rete precari di Agrigento, Comitato docenti di sostegno di Catania e Forum precari di Palermo) centinaia di precari del sud sottolineano quella che a loro avviso è una iniquità contenuta nel decreto: nel chiedere l’aggiornamento della propria posizione in graduatoria è possibile anche fare domanda di inserimento in altre province, dove, però, si viene aggiunti in coda rispetto a chi è già iscritto in quella provincia.
I firmatari del documento fanno osservare che sul punto sia il Tar Lazio sia il Consiglio di Stato hanno stabilito l’illegittimità di tale procedura e che il Ministero non ha voluto cambiare rotta.
Scrivono i precari meridionali: “Tutti vorremmo lavorare nelle nostre regioni d’origine e vorremmo avere la possibilità di dire se non possiamo fare il lavoro che amiamo ne scegliamo un altro”, ma la realtà è che nel Sud e anche in altre aree del paese questa scelta non è possibile, per questo motivo sarebbe stato necessario che il decreto ministeriale prevedesse la possibilità di trasferirsi in un’altra provincia senza penalizzazioni!”
Nelle regioni del sud, la situazione del precariato è sempre stata difficile e in qualche caso drammatica, ma il risultato dell’operazione “tagli” prevista dall’articolo 64 della legge 133 l’ha decisamente aggravata.
“Quasi la metà dei tagli agli organici nella scuola – ricordano i comitati firmatari del documento – è concentrata in 4 regioni, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. Si parla di aumento del tempo pieno ma non si dice che chi lo pagherà sarà il meridione, che il tempo pieno non l’ha mai avuto e non l’avrà”.
Per limitare i danni derivanti dalle scelte politiche del Governo in materia di organici della scuola, i precari meridionali (ma non solo loro, per la verità) chiedono che venga cancellata la norma che penalizza chi si trasferisce da una provincia all’altra e che si proceda ad un piano di immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti.
Senza dimenticare – aggiungono ancora – che dalle graduatorie ad esaurimento andrebbero cancellati i docenti che sono già in ruolo su altra classe di concorso e che quindi in tal modo “gonfiano” in modo ingiustificato le graduatorie stesse.